Papa: Tacciano le armi in Medioriente, basta con le armi. Soccorrere migranti, aiutare i disoccupati

di Maria Elena Ribezzo

Città del Vaticano, 25 dic. (LaPresse) - Tacciano le armi. Nel suo terzo messaggio ai fedeli per il giorno di Natale, Papa Francesco lancia un appello ai grandi della Terra e richiama tutti a essere più umani: basta con i massacri, basta con le divisioni. Basta con quella che da sempre il Pontefice argentino definisce la "Terza guerra mondiale a pezzi".

Quella che è seguita al suo messaggio, è stata una benedizione alla città e al mondo speciale: l''Urbi et Orbi' dell'Anno Santo della Misericordia. E' proprio alla misericordia che Bergoglio richiama tutti, per risolvere situazioni "umanamente irrisolvibili". E dalla loggia centrale di San Pietro chiede coram populo una conversione dei cuori: Solo Gesù "ci può salvare", dice. Solo la misericordia di Dio può "liberare l'umanità" da tante "forme di male", a volte "mostruose", generate dall'egoismo.

LA PACE IN TERRA SANTA: UN DONO DA INVOCARE
. La prima zona di conflitto sulla quale il Papa punta l'attenzione è la Terra Santa. La terra "dove nasce Dio", dove non ci dovrebbe essere posto per l'odio e per la guerra. "Eppure proprio là dove è venuto al mondo il figlio di Dio fatto carne, continuano tensioni e violenze e la pace rimane un dono da invocare e da costruire. Possano israeliani e palestinesi riprendere un dialogo diretto e giungere a un'intesa che permetta ai due popoli di convivere in armonia, superando un conflitto che li ha lungamente contrapposti, con gravi ripercussioni sull'intera Regione".

SIRIA, LIBIA, UCRAINA TERRE STREMATE.
Francesco non dimentica la Siria e la sua popolazione, "stremata" dai bombardamenti. "Al Signore domandiamo che l'intesa raggiunta in seno alle Nazioni Unite riesca quanto prima a far tacere il fragore delle armi in Siria e a rimediare alla gravissima situazione umanitaria della popolazione stremata". Così come la Libia, un Paese per cui "È urgente che l'accordo trovi il sostegno di tutti, affinché si superino le gravi divisioni e violenze che affliggono il Paese". Il Natale, aggiunge Bergoglio, porti "vera pace" anche all'Ucraina, prega il Santo Padre, "offra sollievo a chi subisce le conseguenze del conflitto e ispiri la volontà di portare a compimento gli accordi presi, per ristabilire la concordia nell'intero Paese".

PORRE FINE A ATROCITA' IN IRAQ, YEMEN AFRICA SUBSAHARIANA
. Il Papa chiede alla Comunità internazionale di non dimenticare e impegnarsi per far cessare le atrocità anche in Iraq, Yemen e nell'Africa subsahariana, che "tuttora mietono numerose vittime, causano immani sofferenze" e non risparmiano neanche il patrimonio storico e culturale di interi popoli. "Il mio pensiero va pure a quanti sono stati colpiti da efferate azioni terroristiche, particolarmente dalle recenti stragi avvenute sui cieli d'Egitto, a Beirut, Parigi, Bamako e Tunisi".

SOCCORRERE E ACCOGLIERE I MIGRANTI. E chiede di non dimenticare chi da quelle atrocità è costretto a fuggire, "viaggiando in condizioni troppo spesso disumane e non di rado rischiando la vita". "Siano ricompensati con abbondanti benedizioni quanti, singoli e Stati, si adoperano con generosità per soccorrere e accogliere i numerosi migranti e rifugiati, aiutandoli a costruire un futuro dignitoso per sé e per i propri cari e ad integrarsi all'interno delle società che li ricevono".

LA VICINANZA A BIMBI SOLDATO, DONNE VIOLENTATE, VITTIME NARCOTRAFFICO.
Ancor oggi, ricorda Bergoglio, schiere di uomini e donne "sono private della loro dignità umana". "Soffrono il freddo, la povertà e il rifiuto degli uomini". "Giunga oggi la nostra vicinanza ai più indifesi - dice -, soprattutto ai bambini soldato, alle donne che subiscono violenza, alle vittime della tratta delle persone e del narcotraffico".

UN PENSIERO A CARCERATI E DISOCCUPATI. In questo giorno di festa, il Pontefice incoraggia quanti non hanno lavoro "e sono tanti", perché trovino la speranza e chiede alle istituzioni di impegnarsi "per perseguire il bene comune e a tutelare la dignità di ogni vita umana". Ma invia un pensiero anche a chi passerà il Natale in una cella, perchè sperimentino l'amore e la misericordia del Signore, "che sana le ferite e vince il male".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata