Papa: Se finissero i soldi, svendere chiese per nutrire poveri

Città del Vaticano, 17 mag. (LaPresse) - "Quando si può, si deve promuovere, ma prima bisogna sistemare il resto. Ognuno veda quello che deve fare. Se ne vanno molti soldi in questo. Se finisse tutto, dovremmo svendere le chiese, per dare da mangiare ai poveri". Ecco le parole esatte pronunciate ieri da Papa Francesco, durante il discorso rivolto al Comitato Esecutivo della Caritas Internazionali, e rilanciate oggi dal sito Il sismografo. "San Giovanni Crisostomo - ha aggiunto il Pontefice - lo diceva chiaramente: 'Ti preoccupi di adornare la Chiesa e non il corpo di Cristo che ha fame'. La carezza, questa carezza. Per me l'espressione più bella della carezza di fronte ad una necessità è quella del buon samaritano, che non dice: 'Lo alzò, lo portò alla locanda, pagò e se ne andò'. No. Gli lavò le ferite, gli curò le ferite, poi lo alzò, lo prese e disse 'pagherò per quello che manca'. Lavare le ferite del momento". Il ragionamento del Papa, ritradotto e rilanciato, era cominciato così: "Bisogna saper distinguere le urgenze delle necessità più radicali. Evidentemente è più radicale la necessità di promozione, vero? Però, c'è gente che sta morendo e bisogna dargli i primi soccorsi: la carezza della Madre Chiesa; poi, la carezza nella promozione. La carità non è solo nei primi soccorsi, è necessaria. In tempo di guerra e di crisi bisogna curare i feriti, bisogna curare i malati, e la conseguenza di tanta ricchezza. Però, bisogna anche promuovere".

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