Papa: Sbagliamo a crederci giusti e pensare che i cattivi siano gli altri

Città del Vaticano, 15 set. (LaPresse) - Il figlio maggiore della parabola del figliol prodigo "ha in mente più un padrone che un padre.

È un rischio anche per noi: credere in un dio più rigoroso che misericordioso, un dio che sconfigge il male con la potenza piuttosto che col perdono. Non è così, Dio salva con l'amore, non con la forza; proponendosi, non imponendosi. Ma il figlio maggiore, che non accetta la misericordia del padre, si chiude, compie uno sbaglio peggiore: si presume giusto, tradito, e giudica tutto in base al suo pensiero di giustizia. Così si arrabbia col fratello e rimprovera il padre: 'Hai ammazzato il vitello grasso ora che è tornato questo tuo figlio'.

'Questo tuo figlio': non lo chiama mio fratello, ma tuo figlio. Si sente figlio unico. Anche noi sbagliamo quando ci crediamo giusti, quando pensiamo che i cattivi siano gli altri. Non crediamoci buoni, perché da soli, senza l'aiuto di Dio che è buono, non sappiamo vincere il male". Così Papa Francesco prima dell'Angelus in piazza San Pietro.

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