Papa: Ricchezza nelle mani di pochi, il mio non è comunismo, ma verità

Volo Papale, 30 nov. (LaPresse) - In questo momento la maggior parte delle ricchezze del mondo sono nelle mani di una piccola parte della popolazione e questo "è un sistema economico dove al centro c'è il Dio denaro. Se le cose continuano così, il mondo continuerà così". Lo ha detto Papa Francesco, a bordo del volo papale, incontrando i giornalisti nel ritorno da Bangui a Roma. "A Kangemi - ha raccontato - ho sentito dolore, come fa la gente a non accorgersi della situazione? Ieri sono stato in un ospedale infantile e in terapia intensiva non hanno gli strumenti per l'ossigeno, c'erano tanti bambini malnutriti, la dottoressa mi ha detto che la maggior parte di loro morirà perchè hanno forme gravi di malaria e sono malnutriti". "Cosa pensa chi ha l'80% delle ricchezze del mondo? Questo non è comunismo, è la verità. E la verità non è facile vederla".

GUERRE SONO AFFARI. "Le guerre vengono fatte per ambizione, sono un'industria. Nella storia abbiamo visto tante volte che un Paese dice: 'Il bilancio non va bene, facciamo una guerra'. E finisce lo sbilancio". "La guerra - ha sottolineato - è un affare. Ai terroristi chi dà le armi per fare la guerra? Ci sono i soldi dietro o il potere". "Alle Nazioni Unite - ha aggiunto - ho detto due volte: 'Il vostro lavoro non sia un nominalismo dichiarazionale. Sia effettivo, si faccia la pace".

NO AL FONDAMENTALISMO. "Il fondamentalismo è una malattia che c'è in tutte le religioni. Noi cattolici ne abbiamo alcuni, anzi tanti, che credono di avere la verità assoluta e vanno avanti sporcando gli altri con calunnia e diffamazione. Lo dico perché è la mia Chiesa e si deve combattere. Il fondamentalismo religioso non è religioso, è idolatrico come il denaro".

DIALOGO. I musulmani "hanno tanti valori. Con loro si può dialogare. Hanno valori costruttivi. Non si può cancellare una religione perché ci sono alcuni o tanti gruppi di fondamentalismi" ha aggiunto Bergoglio. "Guerre religiose ce ne sono sempre state nella storia. Anche noi - ha sottolineato - dobbiamo chiedere perdono. Caterina de' Medici non era una santa, e anche per la notte di San Bartolomeo dobbiamo chiedere perdono". "Quante guerre - ha puntualizzato - abbiamo fatto noi cristiani?".

CONDOM? PRIMA RISOLVIAMO INGIUSTIZIA SOCIALE. Reagisce con un pizzico di fastidio Papa Francesco alla domanda rivoltagli, a bordo dell'aereo papale che da Bangui lo ha riportato a Roma, da un giornalista sudafricano sulla necessità dell'uso di preservativo per combattere l'Aids. "E' una domanda troppo piccola e parziale - ha detto Bergoglio - Il preservativo è uno dei metodi. La morale della Chiesa si trova davanti a una perplessità. Ma questo non è un problema". "Mi viene in mente la domanda che hanno posto a Gesù: 'E' lecito guarire il sabato?'. E' obbligatorio guarire". Ma per Bergoglio si parlerà di preservativi quando sarà fatta giustizia e "tutti saranno guariti" dall'ingiustizia sociale della malnutrizione, del traffico di armi e dalle grandi ferite della società.

AFRICA VITTIMA DI SFRUTTAMENTO. "L'Africa è vittima. L'Africa è sempre stata sfruttata da altre potenze. Dall'Africa venivano venduti in America gli schiavi. Ci sono potenze che cercano solo di prendere le grandi ricchezze dell'Africa, che è il continente più ricco forse, ma non pensano a far crescere il Paese" ha detto il Papa. "L'Africa - ha concluso - è martire dello sfruttamento. Io amo l'Africa che è stata una vittima delle altre potenze".

PROSSIMO VIAGGIO IN MESSICO. "Se le cose vanno bene penso che il mio prossimo viaggio sarà in Messico, ma non ci sono ancora le date precise" ha aggiunto il Papa. "Tornerò in Africa? Non so - ha risposto - io sono anziano. I viaggi sono pesanti".

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