Papa: Pensate ai profughi che sbarcano in Europa
"Dio, da padre non trascura mai le urla dei suoi figli oppressi", così il pontefice nei saluti ai pellegrini di lingua araba da Siria a Libano

I fedeli devono avere il "cuore aperto a Dio", "pensate ai tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare". Così Papa Francesco all'udienza generale del mercoledì, in cui ha proseguito il ciclo di catechesi sulla misericordia.

FIGLI OPPRESSI. "Dio, da padre, usa pazienza con il peccatore per condurlo al pentimento, ma non trascura mai le urla dei suoi figli oppressi", ha sottolineato il pontefice nei saluti ai pellegrini di lingua araba, "specialmente quelli provenienti dalla Siria e dal Libano", presenti a San Pietro per l'udienza generale. Il Signore, spiega il Papa "respinge i sacrifici di tori e agnelli macchiati di sangue e ingiustizie, ma accoglie i pentiti e le persone di buona volontà che si avvicinano a lui con mani pourificate e cuori che evitano il male".SOLDI SPORCHI. "Dio, dice il profeta Isaia - spiega il Pontefice -, non gradisce il sangue di tori e di agnelli, soprattutto se l'offerta è fatta con mani sporche del sangue dei fratelli. La Chiesa non ha bisogno di soldi sporchi. È invece necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia".

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