Papa: Oggi comanda il denaro, tragedia è calo Borsa ma non i morti

Città del Vaticano, 5 giu. (LaPresse) - "Ciò che domina, quello che comanda, oggi non è l'uomo, è il denaro. I soldi comandano. Dio nostro padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, a noi: gli uomini e le donne. Così uomini e donne vengono sacrificati all'idolo del consumo e del guadagno". Così Papa Francesco nell'udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. "I drammi di tanti persone - ha aggiunto - finiscono per entrare nella normalità. Se una notte di inverno qui in piazza muore una persona quello non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare quello non è notizia. Sembra normale. Ma non può essere così. Quello che muore non è notizia, ma se si abbassano di dieci punti le Borse è una tragedia. Così le persone vengono scartate come se fossero rifiuti. Questa cultura dello scarto tende a diventare mentalità comune".

"La cultura dello scarto - ha aggiunto il papa durante il suo intervento - tende a diventare mentalità comune", sottolineando poi che anche "la vita umana", a causa del consumismo, finisce per essere considerata uno scarto, soprattutto se "povera o disabile" e "se non serve ancora come il nascituro o non serve più come l'anziano". "Questa cultura dello scarto - ha continuato il Pontefice - ci ha reso insensibili anche rispetto allo spreco alimentare. Una volta i nostri nonni erano molto attenti a non gettare nulla del cibo avanzato. Il consumismo ci ha abituato al superfluo e allo spreco di cibo". "Invito tutti - ha concluso il Papa - a riflettere sullo spreco del cibo".

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