Papa: "Lasciar morire i migranti sui barconi è un attentato alla vita"

Città del Vaticano, 30 mag. (LaPresse) - "E' un attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia". Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti al convegno promosso dall'Associazione Scienza & Vita che si è svolto ieri a Roma sul tema 'Quale scienza per quale vita?' torna a parlare di immigrazione, senza tralasciare, però, i principali temi etici, dall'aborto all'eutanasia fino alla dignità del lavoro. "Non dimentichiamo mai tutti gli attentati alla sacralità della vita umana. E' attentato alla vita - ha detto Papa Francesco - la piaga dell'aborto. E' attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia. E' attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano le minime condizioni di sicurezza. E' attentato alla vita la morte per denutrizione. E' attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza, ma anche l'eutanasia".

VATICANO: SISTEMA QUOTE UE NON E' UMANO. E un monito all'Europa in materia di immigrazione, arriva anche dal cardinale Antonio Maria Veglio, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Bocciatura piena, da parte sua, delle recenti decisioni dell'Unione europea in materia di flussi migratori. "Il sistema delle quote per i migranti - spiega Veglio - non è umano".

Per il cardinale, l'Europa finora "non ha mai avuto un programma per le immigrazioni!", ma "è sempre stata lì a rattoppare le urgenze". "Adesso - spiega Veglio - hanno fatto le quote per i rifugiati ed io trovo questa decisione veramente poco umana e poco cristiana. L'immigrazione è un problema che bisogna affrontare non nell'emergenza: bisogna avere un programma". Questa "è una realtà che c'è e ci sarà sempre di più", continua il cardinale Vegliò, "finché ci saranno povertà e guerre nulla cambierà".

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