Papa: Ingiustizia e violenza ci feriscono, superare indifferenza per essere solidali

Città del Vaticano, 1 gen. (LaPresse) - Ingiustizia e violenza, questi i temi affrontati da Papa Francesco nell'omelia della messa del primo gennaio e durante il primo Angelus dell'anno.


OMELIA. "Che cosa significa che Gesù nacque nella 'pienezza del tempo'? Se il nostro sguardo si rivolge al momento storico, possiamo restare subito delusi". Così Papa Francesco durante l'omelia della messa in occasione della 49esima Giornata mondiale della Pace. "Roma dominava su gran parte del mondo conosciuto con la sua potenza militare - prosegue il Papa - L'imperatore Augusto era giunto al potere dopo cinque guerre civili. Anche Israele era stato conquistato dall'impero romano e il popolo eletto era privo della libertà. Per i contemporanei di Gesù, quindi, quello non era certamente il tempo migliore. Non è dunque alla sfera geopolitica che si deve guardare per definire il culmine del tempo".

E' necessaria, allora, un'altra interpretazione, che comprenda la pienezza a partire da Dio - aggiunge il Papa - Nel momento in cui Dio stabilisce che è giunto il momento di adempiere la promessa fatta, allora per l'umanità si realizza la pienezza del tempo. Pertanto, non è la storia che decide della nascita di Cristo; è, piuttosto, la sua venuta nel mondo che permette alla storia di giungere alla sua pienezza. E' per questo che dalla nascita del Figlio di Dio inizia il computo di una nuova era, quella che vede il compimento della promessa antica".

Papa Francesco cita la Lettera agli Ebrei: "Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente".

INGIUSTIZIE. "Ogni giorno, mentre vorremmo essere sostenuti dai segni della presenza di Dio, dobbiamo rincontrare segni opposti, negativi, che lo fanno piuttosto sentire come assente" ha aggiunto Francesco. "La pienezza del tempo sembra sgretolarsi di fronte alle molteplici forme di ingiustizia e di violenza che feriscono quotidianamente l'umanità", prosegue il pontefice. "A volte ci domandiamo - dice Papa Francesco - come è possibile che perduri la sopraffazione dell'uomo sull'uomo?, che l'arroganza del più forte continui a umiliare il più debole, relegandolo nei margini più squallidi del nostro mondo? Fino a quando la malvagità umana seminerà sulla terra violenza e odio, provocando vittime innocenti? Come può essere il tempo della pienezza quello che pone sotto i nostri occhi moltitudini di uomini, donne e bambini che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla persecuzione, disposti a rischiare la vita pur di vedere rispettati i loro diritti fondamentali? Un fiume di miseria, alimentato dal peccato, sembra contraddire la pienezza del tempo realizzata da Cristo".

SOLIDALI. Siamo tutti chiamati "a lasciarci rigenerare, per vincere l'indifferenza che impedisce la solidarietà, e uscire dalla falsa neutralità che ostacola la condivisione" sottolinea Bergoglio. "La grazia di Cristo - aggiunge il pontefice - che porta a compimento l'attesa di salvezza, ci spinge a diventare suoi cooperatori nella costruzione di un mondo più giusto e fraterno, dove ogni persona e ogni creatura possa vivere in pace, nell'armonia della creazione originaria di Dio".

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