Papa, gesuita sequestrato in dittatura argentina:In pace con Bergoglio

Berlino (Germania), 15 mar. (LaPresse/AP) - Il sacerdote gesuita Francisco Jalics, sequestrato e torturato per cinque mesi durante la dittatura militare in Argentina e la cui storia ha portato a forte criticismo verso papa Francesco, si sente riconciliato con il pontefice. E' una nota dell'ordine dei gesuiti a farlo sapere, tramite una dichiarazione in cui si spiega che anni fa Jalics incontrò Jorge Mario Bergoglio, dopo che nel 1976 fu sequestrato insieme a un altro gesuita, Orlando Yorio. "Solo anni dopo abbiamo avuto l'opportunità di parlare con padre Bergoglio per discutere gli eventi", ha detto Jalics, nei primi commenti sul sequestro, avvenuto mentre l'attuale pontefice era a capo dei gesuiti in Argentina. "In seguito, celebrammo insieme una messa e ci abbracciammo solennemente. Sono riconciliato con i fatti e considero chiusa la questione", ha detto.

Il Papa aveva dichiarato di aver detto ai due sacerdoti di abbandonare il loro lavoro nelle zone povere per la propria sicurezza, ma che questi rifiutarono. Yorio, non più in vita, accusò Bergoglio di averli consegnati ai militari rifiutando di appoggiare apertamente il loro lavoro. Jalics, ultraottantenne, vive in un monastero nel sud della Germania ma si trova attualmente fuori dal Paese.

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