Papa Francesco omaggia le donne ed esorta i giovani

Città del Vaticano, 3 apr. (LaPresse) - Il Papa delle frasi nuove e ad affetto. Il pontefice che in ogni discorso lancia un messaggio destinato a durare. Anche oggi Bergoglio, durante la sua seconda udienza generale pubblica, non ha fatto mancare l'effetto sorpresa del suo discorso. E, in una piazza san Pietro gremita, deviando dal testo della catechesi, ha reso omaggio alla donne. "Hanno un ruolo primario e fondamentale", ha detto guardando la folla e ricevendo dai fedeli applausi. "E' bello - ha affermato - che le donne siano le prime testimoni della Resurrezione (riferendosi a Marta e Maria, ndr). Gli evangelisti hanno solo raccontato quello che le donne hanno visto. E' un po' la missione delle donne dare testimonianza ai loro figli e ai nipotini che Gesù è risorto". Poi, riconoscendo loro anche un ruolo sociale ha esortato: "Mamme e donne, avanti con questa testimonianza". Infine ha ricordato come "le donne nella Chiesa e nel cammino di fede abbiano un ruolo particolare: aprire le porte al Signore". Iniziando il suo discorso con l'ormai consueta e popolarissima: "Cari fratelli e sorelle, buon giorno!", il Papa si è rivolto anche ai giovani. "A voi dico - ha affermato Bergoglio, ancora una volta a braccio - portate avanti questa certezza: il Signore è vivo e cammina a fianco a noi nella vita. Questa è la vostra missione. Portate avanti e siate ancorati a questa speranza. Questa ancora è nel cielo, tenete forte la corda. Voi siete testimoni di Gesù, portate avanti la testimonianza che Gesù è vivo. Questo darà speranza a questo mondo, un po' invecchiato per il male, le guerre e il peccato. Avanti giovani!". Ma il messaggio della catechesi si è soffermato sulla fede. Bergoglio ha lanciato un messaggio che ormai gli è proprio: il 'non abbiate paura'. "Anche tra i credenti si sono insinuati dubbi sulla verità della Resurrezione - ha osservato il Pontefice - che invece è il cuore della nostra speranza. Senza questa fede nella morte e resurrezione di Gesù, se la nostra speranza è debole non è neppure una speranza, se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede e noi siamo ancora nei nostri peccati. E' una fede, diciamo noi, all'acqua di rose". Tra i fedeli anche 10mila milanesi che sono arrivati a Roma con il cardinale Angelo Scola, entrato in conclave con ottime chance di diventare Papa. Bergoglio e l'arcivescovo di Milano si sono salutati e baciati, non prima che il Pontefice rivolgesse un saluto ai pellegrini lombardi con un simpatico: "Sono davvero entusiasti questi milanesi". Poi per mezz'ora si è fermato sul sagrato a salutare tutti: anche un gruppo di malati costretti sulla sedia a rotelle.

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