Papa Francesco in Toscana: Qui come pellegrino, no all'ossessione del potere

Firenze, 10 nov. (LaPresse) - Papa Francesco oggi visita la Toscana. A Firenze su è diretto nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, per il quinto convegno nazionale ecclesiale. "Possiamo parlare di umanesimo solamente a partire dalla centralità di Gesù, scoprendo in Lui i tratti del volto autentico dell'uomo". Lo ha detto il Pontefice. "È la contemplazione del volto di Gesù morto e risorto che ricompone la nostra umanità - aggiunge -, anche di quella frammentata per le fatiche della vita, o segnata dal peccato. Non dobbiamo addomesticare la potenza del volto di Gesù. Il volto è l'immagine della sua trascendenza. È il misericordiae vultus. Lasciamoci guardare da Lui. Gesù è il nostro umanesimo. Facciamoci inquietare sempre dalla sua domanda: 'Voi, chi dite che io sia?'".

L'OSSESSIONE DEL POTERE. Non dobbiamo essere ossessionati dal "potere", anche quando questo prende il volto di un potere utile e funzionale all'immagine sociale della Chiesa. Lo ha detto il Papa a Firenze


UMILTA' DELLA CHIESA. I tre sentimenti che danno forma all'umanesimo cristiano sono umanità, disinteresse e beatitudine. Lo dice il Santo Padre dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze. "Questi tratti dicono qualcosa anche alla Chiesa italiana che oggi si riunisce per camminare insieme. Questi tratti ci dicono che non dobbiamo essere ossessionati dal "potere", anche quando questo prende il volto di un potere utile e funzionale all'immagine sociale della Chiesa. Se la Chiesa non assume i sentimenti di Gesù, si disorienta, perde il senso. Se li assume, invece, sa essere all'altezza della sua missione".

L'INIZIO A PRATO. A partire da Prato, dove l'elicottero della Santa Sede è atterrato allo stadio Lungobisenzio. Il Pontefice è stato accolto dal vescovo, monsignore Franco Agostinelli, dal sindaco, Matteo Biffoni, e dal prefetto, Maria Laura Simonetti. Allo stadio, insieme ad altre autorità, anche 300 studenti. Migliaia di persone si sono radunate in piazza davanti al duomo per ascoltare il Papa.

RICORDO DEGLI OPERAI CINESI. Tra i vari argomenti è intervenuto sul tema del lavoro: "La sacralità di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno", ricordando le morti dei 7 lavoratori cinesi, 5 uomini e 2 donne, due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato. Ora il Papa è atterrato a Firenze nello stadio di atletica Luigi Ridolfi per recarsi in visita al Battistero e incontrare i rappresentanti del quinto convegno nazionale ecclesiale nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

PELLEGRINO. "Sono venuto come pellegrino, di passaggio, in questa città ricca di storia e di bellezza, che lungo i secoli ha meritato la definizione di 'città di Maria'". Così il Pontefice dalla cattedrale di Prato, dopo aver salutato in particolare i malati, gli anziani e i detenuti. "Siete fortunati - aggiunge - perché siete in buone mani! Sono mani materne che proteggono, sempre aperte per accogliere. Siete privilegiati anche perché custodite la reliquia della 'Sacra Cintola' della Madonna, che ho appena potuto venerare".

INDIFFERENZA. "Il Signore ci esorta a non restare chiusi nell'indifferenza, ma ad aprirci; a sentirci, tutti quanti, chiamati e pronti a lasciare qualcosa per raggiungere qualcuno, con cui condividere la gioia di aver incontrato il Signore e anche la fatica di camminare sulla sua strada". Così Papa Francesco dal pulpito del Duomo di Prato.


RISCHIO. "Ci è chiesto di uscire per avvicinarci agli uomini e alle donne del nostro tempo - aggiunge - Uscire, certo, vuol dire rischiare, ma non c'è fede senza rischio. Una fede che pensa a sé stessa e sta chiusa in casa non è fedele all'invito del Signore, che chiama i suoi a prendere l'iniziativa e a coinvolgersi, senza paura. Di fronte alle trasformazioni spesso vorticose di questi ultimi anni, c'è il pericolo di subire il turbine degli eventi, perdendo il coraggio di cercare la rotta. Si preferisce allora il rifugio di qualche porto sicuro e si rinuncia a prendere il largo sulla parola di Gesù. Ma il Signore, che vuole raggiungere chi ancora non lo ama, ci sprona".



DEBOLI.
"In tempi segnati da incertezze e paure, sono lodevoli le vostre iniziative a sostegno dei più deboli e delle famiglie, che vi impegnate anche ad "adottare", ha sottolineato il Pontefice. "Mentre vi adoperate nella ricerca delle migliori possibilità concrete di inclusione - spiega il Papa - non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà. Non rassegnatevi davanti a quelle che sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri patti di prossimità".


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