Papa Francesco avverte i fedeli: Attenti alla cecità interiore

Città del Vaticano, 30 mar. (LaPresse) - Papa Bergoglio dà i compiti a casa durante l'Angelus in Vaticano. "Tornate a casa - ha detto il pontefice - e leggete il vangelo di Giovanni, al capitolo IX". L'episodio evangelico del cieco nato si apre con la sua guarigione "e si chiude, è curioso questo, con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell'anima". Il Papa ha così messo in guardia sulla cecità interiore.

"Cari fratelli - ha detto Bergoglio - la nostra vita a volte è simile a quella del cieco che si è aperto alla luce, a Dio e alla sua grazia. A volte purtroppo è un po' come quella dei farisei: dall'alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri, e perfino il Signore! Oggi, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita, per eliminare i comportamenti che non sono cristiani, per camminare decisamente sulla via della santità". "Anche noi, infatti, siamo stati 'illuminati' da Cristo nel Battesimo - ha rimarcato il Pontefice - affinché, come ci ricorda san Paolo, possiamo comportarci come 'figli della luce' con umiltà, pazienza, misericordia". La riflessione di Francesco è partita dal Vangelo di oggi di Giovanni, che presenta l'episodio dell'uomo cieco dalla nascita, al quale Gesù dona la vista. "Il lungo racconto - ha detto il Papa - si apre con un cieco che comincia a vedere e si chiude con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell'anima. Il miracolo è narrato da Giovanni in appena due versetti, perché l'evangelista vuole attirare l'attenzione non sul miracolo in sé, ma su quello che succede dopo, sulle discussioni che suscita".

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