Papa chiede perdono a indios Chapas: Il mondo ha bisogno di voi
Comunità indigene depredate delle loro terre e considerate inferiori

"Perdono, fratelli. Il mondo di oggi, spogliato dalla cultura dello scarto, ha bisogno di voi". Sono le parole di Papa Francesco alle comunità indigene messicane, che sono state colonizzate e poi "in modo sistematico e strutturale" incomprese ed escluse dalla società. Una denuncia che Bergoglio ha pronunciato nell'omelia di una messa celebrata in spagnolo e nelle tre lingue indigene tseltal, ch'ol e tsotsil a San Cristobal de Las Casas, nel Chiapas, regione in cui le tensioni sociali sono altissime.

Gli indigeni in Chiapas sono ancora oppressi da parte dei discendenti degli spagnoli, vivono ai margini della società, sono poveri e in gran parte non hanno accesso neanche all'acqua potabile. Le loro terre sono state sequestrate in maniera massiccia per ordine del governo centrale e su esecuzione dell'esercito.

"Alcuni hanno considerato inferiori i loro valori - ha detto -, la loro cultura e le loro tradizioni. Altri, ammaliati dal potere, dal denaro e dalle leggi del mercato, lo hanno spogliato delle loro terre o hanno realizzato opere che le inquinavano. Che tristezza. Quanto farebbe bene a tutti noi fare un esame di coscienza e imparare a dire: perdono fratelli".

Gli indios sono arrivati anche dal Guatemala per assistere alla messa di Bergoglio, che hanno accolto in oltre centomila al grido di 'Benvenuto al Papa dei poveri e della pace'.

Francesco ha parlato al cuore dei nativi: "Nella memoria di molti dei nostri popoli è inscritto l'anelito della terra a un tempo in cui il disprezzo sia superato dalla fraternità, l'ingiustizia sia vinta dalla solidarietà e la violenza sia cancellata dalla pace". Un anelito che "in molte forme e molti modi si è voluto far tacere e cancellare". "In molti modi hanno cercato di anestetizzarci l'anima, in molte forme hanno preteso di mandare in letargo e addormentare la vita dei nostri bambini e giovani con l'insinuazione che niente può cambiare o che sono sogni impossibili".

L'appello è al rispetto della Terra, "oppressa e devastata", che "geme e soffre le doglie del parto": gli indios hanno "tanto da insegnarci" per affrontare la "sfida ambientale", di fronte alla quale "non possiamo più far finta di niente".

"I vostri popoli, come hanno riconosciuto i vescovi dell'America Latina - ha aggiunto Francesco -, sanno relazionarsi armonicamente con la natura, che rispettano come 'fonte di nutrimento, casa comune e altare del condividere umano'".

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