Papa: Cacciare i migranti è atto di guerra. Salvini: Respingerli è un dovere

Città del Vaticano, 7 ago. (LaPresse) - "Noi vediamo, quando guardiamo la tv o sui giornali, conflitti che non si sanno risolvere, e finiscono in guerre: una cultura non tollera l'altra. Pensiamo a quei fratelli nostri dei Rohinja: sono stati cacciati via da un Paese e da un altro e da un altro, e vanno per mare. Quando arrivano in un porto o su una spiaggia, danno loro un po' d'acqua o un po' da mangiare e li cacciano via sul mare. Questo è un conflitto non risolto, e questa è guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere". E' quanto affermato da Papa Francesco, come riporta Radio Vaticana, all'udienza del Movimento eucaristico giovanile promosso dai gesuiti per il centenario di fondazione in corso oggi in Vaticano.

'Perché la mia gioia sia in voi' è il titolo dell'incontro, a cui stanno partecipando 1500 ragazzi. "Tensione e conflitto sono parole che si vivono nella vita quotidiana, sia nella società, sia nella famiglia - ha detto Bergoglio - Ma cosa sarebbe, pensiamo, una società, una famiglia, un gruppo di amici, senza tensioni e senza conflitti? Sapete cosa sarebbe? Un cimitero", ha aggiunto Papa Francesco .

"Perché non ci sono le tensioni e non ci sono i conflitti soltanto nelle cose morte - ha spiegato Bergoglio -. Quando c'è vita, c'è tensione e c'è conflitto. Per questo è necessario sviluppare questo concetto e cercare, nella mia vita, quali sono le vere tensioni, come vengono queste tensioni, perché sono tensioni che dicono che io sono vivo; e come sono questi conflitti. Ma soltanto in paradiso non ce ne saranno! Tutti saremo uniti nella pace con Gesù Cristo. E ognuno deve individuare le tensioni della sua vita. Le tensioni ti fanno crescere, sviluppano il coraggio".

Nel pomeriggio è il leader della Lega nord, Matteo Salvini, a rispondere al Papa via Twitter: "Respingere i #clandestini un crimine? No, un dovere. Sbaglio?".

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