Papa alla Via Crucis: Vergogna per sangue innocente dei migranti
Monito del Pontefice durante il rito al Colosseo: Spezzare le catene che ci tengono prigionieri nel nostro egoismo

 Nel giorno in cui Marine Le Pen, dalle colonne di uno dei più importanti giornali cattolici francesi, chiede alla Chiesa di "non immischiarsi" in affari che non la riguardano (il riferimento in particolare è ai frequentissimi appelli all'accoglienza di Papa Francesco), Bergoglio lancia ancora una volta il suo grido al mondo per fermare il sangue versato da chi è costretto a fuggire dalla guerra e dalla fame. Al Colosseo, davanti a 20mila fedeli, apre la sua preghiera al termine della Via Crucis con "gli occhi abbassati di vergogna" per le immagini di "devastazione, distruzione e naufragio diventate ordinarie. Per il sangue innocente versato quotidianamente di donne, bambini, immigrati e di persone perseguitate per il colore della loro pelle oppure per la loro appartenenza etnica e sociale e per la loro fede".

Una riflessione in cui chiede anche perdono per gli scandali provocati da vescovi, sacerdoti, consacrati e consacrate quando dimenticano "il primo amore, il primo entusiasmo e la totale disponibilità, lasciando arrugginire il cuore e la consacrazione" e chiede al Signore di "spezzare le catene che ci tengono prigionieri nel nostro egoismo, nella nostra cecità volontaria e nella vanità dei nostri calcoli mondani".

Anche i testi delle meditazioni e delle preghiere, preparati dalla biblista francese Anne-Marie Pelletier, mettono al centro il dramma delle guerre, dei migranti, delle famiglie lacerate e dei bambini violentati. "Sotto la stessa croce, si tratta del nostro mondo - scrive nell'introduzione -, con tutte le sue cadute e i suoi dolori, i suoi appelli e le sue rivolte, tutto ciò che grida verso Dio, oggi, dalle terre di miseria o di guerra, nelle famiglie lacerate, nelle prigioni, sulle imbarcazioni sovraccariche di migranti".

Dopo gli attentati in Egitto ai cristiani copti, questa è una Via Crucis particolarmente blindata, con due aree di sicurezza disposte dalla questura. Due zone concentriche nei pressi del monumento: un'area dedicata ai partecipanti della cerimonia, circondata da una seconda grande area pedonale, che dall'Anfiteatro Flavio arriva a piazza Venezia, e da via Cavour in via dei Cerchi. Otto varchi - quattro di 'prefiltraggio' e quattro di 'filtraggio' - hanno garantito l'accesso alla zona.

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