Papa a comunità ebraica: Un cristiano non può essere antisemita

Città del Vaticano, 24 giu. (LaPresse) - "Un cristiano non può essere antisemita". Così Papa Francesco si è rivolto ai membri del Comitato Ebraico Internazionale per le Consultazioni Interreligiose (International Jewish Committee on Interreligious Consultations) in udienza stamane presso la Sala dei papi. Nel suo discorso, secondo quanto riferisce Radio Vaticana, il pontefice ha evidenziato la lunga relazione di amicizia tra cristiani ed ebrei incoraggiandoli a proseguire sulla strada intrapresa. Ha ripetuto la parola shalom, "pace", a inizio e a fine incontro, quando ha chiesto e assicurato il "dono della preghiera". "La Chiesa - ha spiegato - riconosce che 'gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano già, secondo il mistero divino della salvezza, nei Patriarchi, in Mosè e nei Profeti'".

"E, quanto al popolo ebraico - ha proseguito Bergoglio - il Concilio ricorda l'insegnamento di San Paolo, secondo cui 'i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili', ed inoltre condanna fermamente gli odi, le persecuzioni, e tutte le manifestazioni di antisemitismo. Per le nostre radici comuni, un cristiano non può essere antisemita". Il Pontefice, che è apparso affaticato, ha ricordato la sua esperienza come arcivescovo di Buenos Aires e il suo dialogo, contrappuntato da incontri con gli ebrei, sulla "rispettiva identità religiosa", sulle "modalità per tenere vivo il senso di Dio in un mondo per molti tratti secolarizzato".

"Mi sono confrontato con loro - ha dichiarato Papa Francesco - in più occasioni sulle comuni sfide che attendono ebrei e cristiani. Ma soprattutto, come amici, abbiamo gustato l'uno la presenza dell'altro, ci siamo arricchiti reciprocamente nell'incontro e nel dialogo, con un atteggiamento di accoglienza reciproca, e ciò ci ha aiutato a crescere come uomini e come credenti". "L'umanità ha bisogno della nostra comune testimonianza - ha concluso - in favore del rispetto della dignità dell'uomo e della donna creati ad immagine e somiglianza di Dio, e in favore della pace che, primariamente, è un dono suo". Giornata intensa per il pontefice, che ha ricevuto stamane in Vaticano Joseph Muscat, capo del governo di Malta con una delegazione ufficiale, e il premio Nobel per la pace Adolf Perez Esquivel, mentre, nel pomeriggio, è atteso il cardinale Albert Malcolmn Patabendige Don Ranjith, arcivescovo di Colombo nello Sri Lanka, terra insanguinata dalla guerra civile.

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