Panama Papers, esperto di diritto tributario: Si indaghi sui reati
"Ci può essere evasione ma bisogna vedere caso per caso. Non è possibile generalizzare anche perché dipende dalle varie legislazioni nazionali" dice a LaPresse Carlo Garbarino

Per i giornalisti che hanno lavorato sui 'Panama Papers' molti dei casi scoperti sono moralmente deplorevoli, ma non illegali. François Hollande, invece, promette battaglia. "Posso garantirvi che man mano che le informazioni emergeranno saranno condotte indagini, saranno aperte inchieste e saranno celebrati processi. E' una buona notizia, perché aumenteranno le entrate fiscali", ha affermato il presidente francese. Ma nessuno può dire cosa ne sarà effettivamente, a livello penale, di quella che viene considerata la più grande fuga di notizie con oltre 11 milioni di documenti svelati, legati a società offshore e paradisi fiscali.

"Sono stati pubblicati questi documenti con i nomi dei personaggi politici che hanno i conti nei paradisi fiscali. Mi viene da dire: 'Bella scoperta'. Lo sapevamo già che succede. Ma rispetto alle illazioni che circolavano da tempo questa inchiesta giornalistica, se confermata giudizialmente, è certamente un cambio di passo nella consapevolezza globale circa questi fenomeni", spiega a LaPresse Carlo Garbarino, docente all'Università Bocconi di Milano di diritto tributario. "Ci può essere evasione ma bisogna vedere caso per caso. Non è possibile generalizzare anche perché dipende dalle varie legislazioni nazionali. Per ora c'è un'inchiesta giornalistica, poi i vari Paesi indagheranno e vedranno se si configurano dei reati", prosegue Garbarino. "C'è una legislazione molto complessa sui paradisi fiscali e sul loro controllo e ci sono accordi per lo scambio di informazioni che sempre di più consentiranno di verificare queste 'società di comodo' e per perseguire questa forma di illeciti", afferma ancora il docente sottolineando come negli ultimi anni si siano fatti dei passi in avanti per bloccare le fughe di capitali nei paradisi fiscali, anche con un sistema comune per perseguire questo tipo di reati. Le cosiddette 'shell companies' sono proprio strutture societarie complesse che canalizzano le ricchezze coprendone l'origine e la destinazione, delle società di copertura. Di per sè, quindi, non è reato aprire un conto corrente in un altro Paese sfruttando delle strutture legali che ti permettono di trasferire denaro. Il problema è come viene fatto e perché.
 

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