Presidio di solidarietà per la prof sospesa
Presidio di solidarietà per la prof sospesa
Palermo, torna in classe la prof sospesa: "Continuo a insegnare e pensare"

Di nuovo in servizio dopo lo stop di 14 giorni per omessa vigilanza sugli studenti che avevano accostato le leggi razziali al decreto sicurezza di Salvini

E' tornata a insegnare nella sua classe la professoressa Rosa Maria Dell'Aria a Palermo all'Istituto tecnico Vittorio Emanuele III. Era stata stata sospesa dal servizio per 14 giorni per omessa vigilanza sugli studenti che avevano accostato le leggi razziali al decreto sicurezza, quello di Salvini. "Sono contentissima, felice di ritornare a scuola dai miei ragazzi. Sono felicissima. Io torno perché oggi è finita la sospensione, torno con gioia. Torno per insegnare a pensare, per insegnare ai miei allievi ad essere onesti e rispettosi delle leggi e delle istituzioni, e  a non essere indifferenti e a prendersi cura dell'altro. Dirò: 'ragazzi continuiamo il nostro lavoro, dovete crescere e riflettere e non essere indifferenti'", ha detto Rosa Maria Dell'Aria, intervistata da Repubblica Tv.

Che lezione farò oggi? "Nel mio orario è prevista lezione di storia e si parlerà dell'Europa che per me è un valore", ha risposto la docente.

Chiarimenti e ricorsi - Giovedì scorso c'era stato l'incontro e il chiarimento, nella sede della prefettura palermitana, fra la docente e i ministri dell'istruzione Marco Bussetti e degli Interni Matteo Salvini che avevano assicurano che la prof non solo doveva tornare al più presto a scuola, ma che si stava lavorando a una soluzione in seguito alla misura disciplinare.

Il caso però non sembrerebbe 'archiviato'. "Il provvedimento non è ancora stato formalmente revocato", fa infatti notare Alessandro Luna, uno dei legali dell'insegnante. Ecco perché ha annunciato "siamo pronti a depositare un ricorso in tribunale entro venerdì prossimo. Non lo abbiamo fatto prima perché non volevamo arrivare all'incontro coi ministri con un ricorso già presentato".

"La sanzione non è stata revocata ufficialmente. Ma proprio dai ministri è stato sostenuto che il provvedimento non aveva motivo d'essere. Così, se non ci saranno novità su questo fronte nei prossimi giorni, saremo costretti a fare il ricorso. Sarà il giudice a stabilire se si è trattato di una sanzione legittima o no", spiega l'avvocato. E tiene a sottolineare: "Noi non volevamo e non vogliamo atti di clemenza, la professoressa non vuole essere 'graziata': senza un effettivo annullamento della sanzione quelle dei ministri di giovedì restano solo parole. Avevano parlato di una soluzione per definire la controversia stragiudizialmente. Al momento però non abbiamo notizia che questo sia accaduto".

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