Palermo, sequestrati beni per 1 milione di euro a Giovanni Brusca

Palermo, 8 ago. (LaPresse) - Alcuni immobili, per un valore complessivo di un milione di euro circa, intestati o riconducibili al collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo investigativo del gruppo di Monreale. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Palermo, scaturisce da una'indagine iniziata nel 2009 e conclusa nel 2011, che ha consentito di bloccare un piano di recupero, ideato e attuato da Brusca, di beni immobili e ingenti somme di denaro, la cui gestione era stata affidata a persone compiacenti, da reinvestire nella prospettiva della sua eventuale liberazione per fine pena.

Capo della cosca di San Giuseppe Jato, Giovanni Brusca è stato catturato in stato di latitanza il 20 maggio 1996 e condannato per essere stato organizzatore ed esecutore materiale della strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. All'atto della sottoscrizione di intenti, prima della concessione dello status di collaboratore di giustizia, Brusca aveva omesso di dichiarare come riconducibili a lui, direttamente o per interposta persona, alcune proprietà. Tra essi anche un appartamento, poi venduto, in via Pecori Giraldi a Palermo, noto per essere stato il covo della latitanza di Leoluca Bagarella, detto 'Luchino', ritenuto la causa dell'assassinio del capo della Squadra mobile di Palermo Boris Giuliano. I beni sequestrati sono: un immobile e un magazzino a San Giuseppe Jato, in via Saraceni; alcuni locali a Piana degli Albanesi, via Matteotti, intestati alla moglie, Rosaria Cristiano; un locale a Palermo, in via generale Emanuele Pezzi a Palermo, utilizzato come sede di una Chiesa evangelica apostolica.

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