Palermo, prestazioni sociali agevolate indebite: 25 denunce

Palermo, 10 giu. (LaPresse) - Alcuni avevano dichiarato di avere diritto all'esenzione dal pagamento del ticket sanitario, usufruendo indebitamente di prestazioni a danno del servizio sanitario, altri avevano attestato di possedere i requisiti di legge per potere essere ammessi al gratuito patrocinio a carico dello Stato per spese di giustizia, previsto solo per i soggetti non abbienti e non in grado di pagare le parcelle dei difensori di fiducia o di ufficio, altri avevano attestato di avere diritto, sulla base del reddito del nucleo familiare, ad un contributo sul canone di locazione dovuto ai proprietari degli immobili in locazione, ancora altri avevano dichiarato di avere i requisiti di legge previsti per l'erogazione dell'assegno di maternità da parte dell'Inps o di essere residenti in Italia percependo i cosiddetti assegni sociali pur risultando iscritti all'Aire (l'Anagrafe dei soggetti italiani residenti all'estero). Il tutto con dichiarazioni o autocertificazioni non veritiere.

Nelle ultime settimane, i reparti del comando provinciale della guardia di finanza di Palermo hanno sviluppato, sia d'iniziativa, sia nel quadro di campagne ispettive centralizzate riguardanti tutto il territorio nazionale, numerosi controlli mirati a verificare l'effettivo possesso dei requisiti di legge previsti per accedere alle prestazioni sociali agevolate, alla scopo di individuare casi di frode in danno della finanze pubbliche e dei cittadini bisognosi che ne hanno effettivamente diritto. Si tratta in genere di soggetti che richiedono contributi assistenziali, sotto forma di erogazioni in denaro, come gli assegni familiari, gli assegni di maternità, le integrazioni all'affitto, oppure sotto forma di esenzioni, come ad esempio l'esenzione del pagamento dei tickets sanitari, o altri benefici come l'ammissione al gratuito patrocinio per coloro che non sono in grado di sostenere le spese per l'assistenza legale.

Complessivamente, sono stati 58 i controlli eseguiti nei confronti di queste categorie di percettori di agevolazioni pubbliche, di cui 25 - pari a circa il 43% - conclusisi con la denuncia di altrettanti soggetti che, a vario titolo, ne hanno indebitamente beneficiato per aver attestato falsamente di rientrare in determinate fasce di reddito, o per avere omesso l'indicazione di dati e notizie riguardanti il patrimonio personale e familiare, ovvero per non avere dichiarato altre agevolazioni già usufruite oppure, infine, per avere mentito sulla propria residenza.

I soggetti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria, a seconda dei casi, per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L'importo delle somme illecitamente riscosse o non pagate, con conseguente danno all'erario, ammonta complessivamente a circa 300mila euro. Nello specifico, sono stati denunciati 6 soggetti che avevano presentato istanze di ammissione al gratuito patrocinio dichiarando un reddito inferiore a quello effettivo, 4 che al fine di ottenere il contributo sul canone di locazione avevano attestato falsamente un reddito inferiore a quello effettivamente percepito, 3 che avevano indebitamente richiesto l'assegno di maternità all'Inps attestando falsamente di non aver percepito analogo contributo da altri enti e infine 2 che hanno dichiarato di possedere redditi inferiori per ottenere il beneficio dell'esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Nello stesso contesto, sviluppando le risultanze di una mirata analisi di rischio elaborata a livello centrale dal nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della guardia di finanza, sono stati eseguiti accertamenti nei confronti di 10 soggetti beneficiari di assegno sociale, pur essendo iscritti all'Aire. Per cinque di loro è scattata la segnalazione per aver omesso di comunicare l'intervenuta variazione della propria residenza ed avere conseguentemente percepito dall'Inps somme non spettanti a titolo di assegni sociali, mentre gli altri cinque sono stati denunciati per aver sottoscritto una dichiarazione sostitutiva attestante falsamente la propria residenza in Italia.

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