Palermo, Miccoli indagato. Frasi shock su Falcone, D'Alia: Va radiato dalla FIGC

Torino, 22 giu. (LaPresse) - L'ex capitano del Palermo Fabrizio Miccoli è indagato dalla procura di Palermo per estorsione e accesso abusivo a un sistema informatico. Al giocatore sarebbe stato notificato ieri un avviso di garanzia. Lo riferisce il quotidiano La Repubblica in edicola oggi, secondo cui l'attaccante salentino sarà interrogato dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo non come testimone, ma come indagato appunto.

Sempre secondo quanto scrive la Repubblica, Miccoli avrebbe commissionato al suo amico Mauro Lauricella, nipote di Matteo Messina Denaro e figlio del boss della Kalsa, Antonino Lauricella, il recupero di alcune somme dai soci di una discoteca di Isola delle Femmine. Contestata a Miccoli anche l'uso di una scheda sim prestata proprio a Laurecella. Dalle intercettazioni effettuate sul figlio del boss, sono saltate fuori le relazioni pericolose del giocatore del Palermo. Al telefono, Miccoli e Lauricella insultavano il giudice Giovanni Falcone: "Quel fango di Falcone", canticchiavano i due amici su un Suv mentre sfrecciavano per le vie di Palermo.

"Bisogna avere la pazienza di aspettare. Bisogna metterci ancora le mani in pasta, dateci la possibilità di renderci conto di quanto successo e di lavorare e chiarire con i magistrati". Sono le parole di Francesco Caliandro, legale del'ex capitano del Palermo. "Dopo le asternazioni di oggi - ha aggiunto l'avvocato - invito tutti alla prudenza. Io credo in Fabrizio". Il legale ha poi ribadito con forza il fatto che la stampa oggi ha portato l'attenzione in modo molto marcato su Miccoli, senza attendere lo svolgersi del sistema della giustizia.

"Miccoli ha tradito la fiducia di migliaia di tifosi che in lui hanno visto un esempio in cui identificarsi. La Figc valuti la radiazione". Lo ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione e semplificazione Gianpiero D'Alia, a proposito dei commenti dell'ex capitano rosanero su Giovanni Falcone.

"Se confermate le parole che Fabrizio Miccoli avrebbe detto contro Giovanni Falcone, sono semplicemente aberranti e inaccettabili, frutto di ignoranza e gravemente irrispettose nei confronti di un servitore dello Stato brutalmente assassinato dalla mafia. Auspichiamo che sia lo stesso calciatore a fare immediata chiarezza su quanto accaduto", afferma Danilo Leva, presidente forum Giustizia del Partito democratico. "Un giocatore di calcio - aggiunge - è un 'idolo' per tanti giovani, e questo comporta precise responsabilità. Ci si aspetterebbe che fosse un esempio positivo e un modello di comportamento da seguire, evitando di cadere in affermazioni che feriscono il Paese, la Sicilia e Palermo, quella città cui Miccoli deve gran parte della sua fama e del suo successo".

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