Pakistan, rapito cooperante italiano

Roma, 19 gen. (LaPresse) - Giovanni Lo Porto, project manager presso la Welthungerhilfe, una ong tedesca che si occupa di cooperazione internazionale, è stato rapito oggi a Multan, nella zona sud del Punjab, in Pakistan, insieme a un collega tedesco. L'uomo, originario di Palermo, secondo alcuni testimoni oculari, sarebbe stato rapito mentre si trovava nel suo ufficio, in una parte apparentemente sicura della città. I sequestratori armati avrebbero fermato i due cooperanti costringendoli a indossare il Salwar Kamiz, tipico abito pakistano, prima di portarli via.

La Farnesina, appresa la notizia del rapimento, ha immediatamente riunito l'Unità di crisi "per attivare tutti i canali utili per seguire da vicino la vicenda e promuoverne la positiva soluzione. Il ministro Terzi ha chiesto di essere costantemente informato sugli sviluppi del caso e la Farnesina è in stretto contatto anche con la famiglia del cooperante. Come già avvenuto in passato per casi analoghi, "ci si atterrà - spiega il ministero degli Esteri - ad una linea di riserbo, per la quale ci si appella alla collaborazione degli organi di informazione allo scopo di non compromettere gli sforzi per giungere alla liberazione del nostro connazionale". La portavoce della ong tedesca Welthungerhilfe, Simone Pott, contattata da LaPresse non ha confermato né smentito il rapimento dei due cooperanti.

Lo Porto ha collaborato in passato con l'ong italiana Cesvi e da alcuni mesi lavora per la tedesca Welthungerhilfe. In Punjab, rivelano a LaPresse fonti della cooperazione, si trovava con un ruolo amministrativo. Attualmente sul posto ci sono tre operatori del Cesvi che stanno seguendo la vicenda. Nel suo curriculum, pubblicato su un social network, Lo Porto riferisce di essersi laureato nel 2007 in Psicologia alla Thames Valley University e nel 2010 alla London Metropolitan University, specializzandosi nella gestione dei conflitti. Il cooperante palermitano dal 2002 al 2005 è stato impegnato in Croazia e in Bosnia, per poi lavorare alcuni mesi in Pakistan. In seguito, Lo Porto ha seguito progetti in Birmania e in Africa, dove ha collaborato con l'Unicef a un programma di prevenzione della malaria. Il suo impegno al Cesvi è durato dall'ottobre del 2010 a giugno 2011. Quindi è partito per Haiti, dove ha portato aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto. La sua esperienza in Pakistan è iniziata ad ottobre del 2011.

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