Ostia, giornalista Rai aggredito da esponente del clan Spada: ora è indagato per lesioni
Frattura del naso per l'inviato della trasmissione tv Nemo colpito al volto dal fratello del boss Carmine, condannato a 10 anni di carcere

Un colpo in pieno volto e frattura del naso. A rimetterci Daniele Piervincenzi, giornalista del programma Tv Nemo di Rai2. L'inviato e la troupe sono stati aggrediti durante le riprese di un servizio televisivo sulle elezioni ad Ostia. A colpirlo prima con una testata e poi con una mazza è stato Roberto Spada, titolare di una palestra e fratello di Carmine, boss condannato a 10 anni per estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. A scatenare l'ira dell'esponente del clan Spada sono state le domande di Piervincenzi sull'endorsement per Luca Marsella, candidato di CasaPound, con il quale Spada è stato immortalato in una foto.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo sull'aggressione. Spada è indagato per lesioni e i magistrati attendono il referto dei medici per valutare se si tratti di 'lesioni gravi' o 'gravissime'. La procura e la Dda di Roma oltre al video in questione acquisiranno tutti i referti medici sulla vicenda.

La versione di Spada su Facebook. Roberto Spada ha dato la sua versione sui fatti su Facebook e spiegato i motivi che lo hanno spinto a reagire così: "Perdonatemi.....io comprendo e rispetto il lavoro di tutti...dopo un'ora e mezza di continuo 'non voglio rilasciare nessuna intervista'....entrava a forza in una associazione per soli soci... disturbando una sessione e spaventando mio figlio.... voi che avreste fatto??? Negli ultimi 10 giorni sono venuti almeno 30 giornalisti a scoglionare....la pazienza ha un limite", ha scritto Roberto Spada.

La risposta a distanza del reporter Rai. Piervincenzi intervenendo a 'La Vita in Diretta' su Rai1 ha detto: "Io sono pronto a perdonare, ma lui deve chiedere perdono alla città di Ostia per quello che stanno facendo. I clan presenti a Ostia hanno rovinato il tessuto sociale di una città bellissima che viene da da due anni di commissariamento - ha affermato il giornalista, che ha riportato una frattura complessa al setto nasale - Sembrava un'intervista che facciamo abitualmente lui rispondeva alle domande, che poi erano domande non tanto sul clan Spada, sulle vicende giudiziarie, ma erano domande incentrate su quello che è successo a Ostia nelle scorse settimane, cioè il voto, la campagna elettorale. Roberto Spada e gli Spada hanno appoggiato CasaPound che nel quartiere, che è il quartiere feudo di quella famiglia, ha preso addirittura il 17%. Quindi sostanzialmente questa era la nostra richiesta, cioè quella di capire le ragioni di un endorsement degli Spada nei confronti di CasaPound. Evidentemente è stata totalmente inaspettata la reazione di Roberto Spada, tant'è che io non mi sarei mai aspettato di essere colpito al volto con una testata né con un manganello". Piervincenzi ha quindi replicato al post sui social pubblicato da Spada: "Io non credo di aver spaventato nessuno - ha concluso il giornalista - sono io quello spaventato. Ma siamo ancora in piedi".

Su Twitter Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, ha voluto precisare: "Ci vuole poco a fare chiarezza. Roberto Spada non è un esponente di CasaPound. Con lui non condividiamo nulla se non una sua presenza ad una festa per bambini in piazza 18 mesi fa. Non rispondiamo certo delle sue azioni e la violenza è sempre deprecabile".

Dal Viminale. Il ministro dell'Interno, Marco Minniti considera la questione molto grave per il fatto in sé, per la caratura dell'aggressore e perché è stato colpito un organo di stampa in campagna elettorale. A quanto si apprende, il ministro sta seguendo personalmente dal Viminale la vicenda e le forze di polizia stanno lavorando sul caso perché i principi di legalità non sono derogabili e in Italia non possono esistere zone franche.

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