Operazione antimafia a Taranto: trentotto arrestati
Sequestro di beni per un milione di euro

E' di 38 arresti - di cui 30 in carcere e 8 ai domiciliari - il bilancio di un'operazione della guardia di finanza di Taranto, insieme al Gico di Lecce, che ha smantellato un 'feudo' della criminalità organizzata nei comuni di Statte, Massafra e Taranto. Oltre 280 i militari impegnati nell'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare e nelle numerose perquisizioni e sequestri patrimoniali, per un totale di circa un milione di euro. Le indagini, durate tre anni, sono iniziate dal controllo di un professionista titolare di uno studio contabile. Qui sono stati trovato documenti attestanti "una elevata esposizione debitoria - scrivono i finanzieri in una nota - verso una persona che gli aveva concesso dei finanziamenti ad un tasso di interesse usurario che oscillava dal 37% al 306% annuo". Nel corso delle indagini è emerso quel caso di usura non era isolato, ma si trattava di uno dei numerosi episodi poi accertati.
 

Grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali è stato possibile accertare l'esistenza di una associazione di tipo mafioso, di individuarne i componenti e portarne alla luce le attività illecite. E' stato, inoltre, verificato l'esistenza di un consolidato accordo tra il clan mafioso attivo a Statte e l'imponente sodalizio mafioso attivo, invece, a Taranto retto dal noto boss Giuseppe Cesario, alias Pelè, morto a marzo 2014. Sono così emersi, oltre all'usura, altri reati, dal traffico di droga, all'estorsione, dal contrabbando di sigarette a delitti in materia di armi. Affiliato al clan c'era anche un noto imprenditore tarantino, incensurato, che aveva il compito di sovrintendere agli investimenti in attività economiche apparentemente lecite da ricondursi, invece, all'organizzazione mafiosa. Investimenti in pizzerie, agenzie di pompe funebri, negozi di ortofrutta, sale scommesse e profumerie. L'uso di armi e di violenza era la prassi per il sodalizio criminale.

Le fiamme gialle hanno eseguito il sequestro preventivo di cinque attività commerciali, di una villa completamente abusiva, di tre unità immobiliari, di cinque auto e di tre ciclomotori. Il valore dei beni sequestrati è di circa un milione di euro.

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