Omicidio Molteni, creata vera e propria catena di comando per uccidere
A capo il commercialista e l'ex moglie dell'architetto

Attorno all'architetto Alfio Vittorio Molteni, ucciso in un agguato il 14 ottobre di un anno fa, si era creata "una vera e propria catena di comando con a capo il commercialista e l'ex moglie, che non voleva far vedere le figlie all'ex marito". Queste le parole del procuratore di Como Nicola Piacente a margine della conferenza in Procura per l'arresto odierno dell'ex moglie di Molteni, la 45enne Daniela Rho, e del commercialista della donna, il 49enne Alberto Brivio, considerati i mandanti degli atti intimidatori e dell'omicidio. Tra i due, è stato detto in conferenza stampa, era nata una relazione. Il movente, secondo la procura e i dati emersi dalle indagini dei carabinieri, va ricondotto alla turbolenta separazione tra la vittima e la ex moglie: Daniela Rho, per gli investigatori, "avrebbe organizzato le intimidazioni per far apparire come pericoloso il padre delle figlie, e di conseguenza ottenere in via esclusiva l'affidamento delle bambine di 9 e 7 anni".

"Nell'arco di meno di un anno oggi si è arrivati all'arresto dei due mandanti. E' stata fatta la ricostruzione di una vera e propria catena di comando. L'acquisizione probatoria è stata a 360 gradi e ha riguardato elementi di prova tecnici e dichiarativi, a partire da un reato collaterale: il furto dell'automobile usata per l'omicidio", spiega il procuratore Piacente. "La prova documentale - continua Piacente - è stata acquisita anche tramite gli atti pendenti al tribunale di Como del giudizio di separazione, completamente controversa, tra la vittima e la ex moglie". Gli investigatori hanno passato al vaglio i tabulati telefonici e i contatti tra i due presunti mandanti, l'ex moglie e il commercialista, e quelli di entrambi con gli esecutori materiali dell'omicidio, "constatando come ci fosse un picco numerico di telefonate in prossimità delle intimidazioni e dell'omicidio".

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