Omicidio Mastropietro, il procuratore: "C'è il dna di un ignoto sul corpo di Pamela"
I tre nigeriani indagati sono accusati anche di spaccio

C'è la presenza di un dna di persona ignota, uomo non africano, sul corpo di Pamela Mastropietro, la 18enne romana fatta a pezzi è stato trovato all'interno di due trolley abbandonati a Pollenza, nel maceratese, a fine gennaio. Il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, durante una conferenza stampa per fare il punto sulle indagini, ha confermato e ribadito che la giovane è stata uccisa in casa di Innocent Oseghale, uno dei tre nigeriani indagati per l'omicidio. "Credo che ognuno di noi debba avere dei paletti deontologici nell'ambito della propria attività. Ci si accosti con prudenza e rispetto alla vita di questa ragazza. Anche se ha avuto una vita tormentata ma non credo sia il caso di andare alla ricerca di dettagli pruriginosi che non hanno nell'indagine alcuna rilevanza", ha detto il procuratore.

Gli inquirenti aspettano la relazione degli esperti informatici sul caso, per il quale sono indagati tre nigeriani. "Non vogliamo perseguire qualcuno solo perché nero", ha precisato Giovanni Giorgio. Le indagini condotte dal Reparto operativo con il supporto di personale del Comando provinciale dei carabinieri di Macerata, hanno permesso di accertare una sistematica attività di spaccio di eroina e marijuana, ad opera dei tre indagati, Innocent Oseghale e i due Lucky, Desmond e Awelima, frutto dell'unica attività lavorativa svolta da ciascuno per il sostentamento proprio e delle rispettive famiglie. Sono state documentate centinaia di cessioni di eroina e marijuana, nel periodo compreso tra marzo 2017 e gennaio 2018, con frequenza giornaliera, tutte svolte dai tre nella cittadina di Macerata. 

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