Omicidio Fortuna, le amichette confermano accuse per Caputo
Domani il gip continuerà ad ascoltare il racconto delle bambine. La madre: "Provo odio, visti in faccia gli assassini di mia figlia"

E' durato circa due ore e mezzo l'incidente probatorio per il caso di Fortuna Loffredo, ma si continuerà domani: la più piccola delle amichette della bambina, infatti, si è bloccata al ricordo dei terribili fatti di violenze che hanno portato alla morte di Fortuna. Si riprenderà dunque domani al tribunale di Napoli Nord, ad Aversa, ancora alle 14.30. Oggi Dora, l'amichetta del cuore di Fortuna, ha confermato al gip e all'esperto il suo racconto, determinante per l'arresto di Raimondo Caputo, il compagno della madre accusato di aver molestato sessualmente e ucciso Fortuna. Caputo era già stato arrestato mesi fa per aver molestato Dora e le sue sorelline, figlie di Marianna Fabozzi, posta invece ai domiciliari con l'accusa di aver coperto il compagno.

Le tre bambine sono state dunque affidate a una struttura e qui hanno iniziato a raccontare la vicenda di Fortuna. "E' stato straziante sentire oggi i loro racconti - dice a LaPresse l'avvocato della famiglia Loffedo, Angelo Pisani - già leggerli su carta era durissimo, sentire quelle cose da loro è stato atroce". Le piccole sono state ascoltate in una sala giochi, rassicurate dal gip e da un'esperta, ma nonostante questo la minore non ha retto l'emozione: ci riproverà domani.

LA MADRE: VISTI IN FACCIA GLI ASSASSINI DI MIA FIGLIA. "Sono molto agitata. Abbiamo seguito in un'altra stanza tramite video conferenza le testimonianze delle bambine che si trovavano con la psicologa. Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi non mi hanno guardato, hanno fatto finta che non esistessi. Ora provo ancora più odio nei loro confronti. Ho visto in faccia gli assassini di mia figlia". Queste le parole di Domenica Guardato, madre di Fortuna Loffredo. "Non so che cosa avrei fatto loro. Come mi sono sembrati? Lei tranquilla ma lui no. Domani parlerà la sorellina più grande, nonostante siano così piccole sono riuscite a raccontare", conclude la donna.

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