Omicidio di Fiumicino. Confessa il personal trainer di Tanina Momilia

L'uomo, ex ispettore di Polizia, era indagato ma aveva sempre negato. Oggi la confessione. La donna era scomparsa domenica mattina e il suo corpo è stato trovato in un canale a Fiumicino

Ha ammesso le sue responsabilità, Andrea De Filippis, 56 anni, il personale trainer (ex ispettore di Polizia) indagato per l'omicidio di Maria Tanina Momilia, la donna morta a Fiumicino e ritrovata nei pressi di un canale. Secondo quanto si apprende l'uomo ha chiesto di poter parlare con gli inquirenti per mettere a verbale la sua confessione e si sta recando, accompagnato dal suo legale, presso la caserma dei carabinieri di Ostia dove sarà interrogato

Maria Tanina Momilia, 39 anni, era scomparsa domenica mattina. Le sue ricerche sono terminate in un canale di Isola Sacra a Fiumicino, a pochi chilometri da Roma. Il corpo è stato trovato con il volto immerso nell'acqua nella mattina di lunedì da alcuni operai di un consorzio di bonifica. Immediato l'intervento della polizia e della scientifica sul luogo del ritrovamento. Infine il riconoscimento da parte del fratello della vittima.

Di Momilia si erano perse le tracce quando non si era presentata ad un appuntamento con delle amiche. A lanciare l'allarme e denunciare l'allontanamento il marito, Daniele Scarpati, che aveva utilizzato anche Facebook per un accorato appello: "Mia moglie è sparita nel nulla, non si hanno più notizie di lei da questa mattina, vi prego aiutatemi". Madre di due figli, Momilia lavorava come commessa in un negozio ed era di origine belga.

Le amiche con le quali la donna doveva vedersi avevano detto che Maria Tanina aveva un appuntamento in palestra. Gli inquirenti sono arrivati al suo personal trainer e l'hanno interrogato senza risultati anche se c'erano voci sulla possibilità che i due avessero una storia. Oggi la confessione dell'uomo. De Filippis, nei giorni scorsi, aveva detto che non sarebbe mai stato capace "di fare del male a Tanina" che era una sua allieva e a cui voleva bene. Aveva spiegato di essere stato interrogato e controllato in tutti i modi, ma di non aver nulla da nascondere. Le indagini, però, avevano portato gli inquirenti alla convinzione che l'omicidio fosse stato consumato proprio all'interno della palestra. 

 

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