Olimpiadi 2026, Di Maio ricuce lo strappo: Torino si candida
Il ministro è riuscito a sedare la prima vera crisi tra Appendino e la sua maggioranza. Lunedì in consiglio comunale la presentazione del modello torinese

Ciò che è certo, al termine di una settimana 'torrida' dal punto di vista climatico e politico, è che la città di Torino presenterà la sua candidatura al governo e al Coni per i Giochi olimpici del 2026. Ma la sfida olimpica è ancora piena di ostacoli per la Giunta di Chiara Appendino. "I rapporti sono ricuciti e siamo compatti nel mandare avanti la candidatura della città", annuncia la sindaca nella tarda serata di sabato al termine di un incontro di maggioranza, l'ennesimo indetto per raggiungere un accordo. La presenza di Luigi Di Maio, arrivato nel capoluogo piemontese nel tardo pomeriggio, è servita per raggiungere una mediazione tra la prima cittadina e la fronda nella maggioranza 5 Stelle contraria alle Olimpiadi (almeno 15 consiglieri su 23).  E soprattutto, era fondamentale per evitare il fallimento politico del governo Cinquestelle in una città chiave.

Durante la riunione, la terza convocata d'urgenza dopo il vertice ad alta tensione di lunedì quando Appendino era arrivata a minacciare le dimissioni tra lacrime e urla, il gruppo consiliare pentastellato ha sottoposto al ministro del Lavoro i 12 punti ritenuti "imprescindibili" per poter dire 'sì' alla candidatura. Un documento che martedì verrà allegato al dossier preparato dall'architetto Alberto Sasso che verrà inviato a Roma, e che il capo politico del Movimento ha sottoscritto. Lo ha fatto apprezzandone lo spirito e i contenuti, che parlano di occupazione, trasporti, recupero di edifici, zero consumo di suolo, emissioni, tetto massimo di spesa pubblica, garanzie di copertura da sforamenti e di controllo della spesa, nessun debito per gli enti locali, vigilanza dell'Anac, garanzia dell'utilizzo costante degli impianti sportivi. "Tutte le città che vogliono candidarsi dovranno fare l'analisi costi e benefici proposta dal Movimento 5stelle di Torino", avrebbe precisato  Di Maio ai consiglieri torinesi nelle due ore e mezza di confronto a Palazzo Civico. Lo stesso vicepremier, già mesi fa, aveva dettato la linea del Movimento, spiegando, come hanno fatto negli ultimi giorni anche i ministri Fraccaro e Toninelli, che un 'movimento di governo' non può sottrarsi alla sfida di realizzare un grande evento a basso impatto economico e ambientale. E questo, Olimpiadi sostenibili, ha promesso ai consiglieri torinesi, garantendo soprattutto che da parte del governo ci sarà un'attenta vigilanza perché tutto funzioni come stabilito.

La mediazione trovata sembra, per il momento, accontentare tutti: la sindaca, che ha ottenuto il via libera per candidare Torino; i consiglieri, che sono riusciti a far passare il loro 'contro-documento' con l'avallo del leader 5 Stelle; Di Maio che ha sedato la prima vera crisi tra Appendino e la sua maggioranza.

La prossima tappa sarà lunedì in consiglio comunale quando verrà illustrato "qual è il modello di Olimpiadi" a cui Torino guarda.
 

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