Obesità, l'esperto: Cibi buoni o cattivi ? Serve equilibrio

Roma, 4 sett. (LaPresse) - Gli italiani, come diverse altre popolazioni che si affacciano sul 'mare Nostrum', si tramandano da anni i fondamenti della dieta Mediterranea, base della loro alimentazione fin dalla notte dei tempi. Quindi, secondo la logica, il nostro popolo dovrebbe essere immune dalle malattie legate alla cattiva alimentazione. Ma è proprio così? Giovanni Gravina, endocrinologo del Centro Arianna per il trattamento dei DCA - Asl 5 Pisa, nella conferenza 'Prevenzione e trattamento di obesità e del disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating)', in collaborazione con il Ministero della Salute, nello Spazio ME and WE - Women for Expo ci aiuta a fare un po' di chiarezza su questo argomento. Cominciando subito a smentire una solida credenza popolare.

Dottore, i popoli occidentali in fatto di obesità e disturbi legati all'alimentazione sono davvero così virtuosi?

'No, assolutamente. Nei Paesi occidentali l'obesità è in grande aumento, purtroppo anche tra i bambini. Questa tendenza, poi, comincia a essere presente anche nei Paesi in via di sviluppo'.

Ma l'obesità è solo un problema estetico?

'L'obesità non è affatto solo un problema estetico, ma soprattutto di salute. Pensiamo ai problemi all'apparato cardio-vascolare e al diabete, che spesso ne derivano. Ma è un grave problema e un peso anche per la salute pubblica: l'impatto delle conseguenze dell'obesità sull'impegno sanitario è infatti estremamente elevato'.

L'obesità è una patologia di facile risoluzione?


'No, anzi, risponde il dottor Giovanni Gravina, endocrinologo del Centro Arianna per il trattamento dei Dca- Asl 5 di Pisa. E' molto difficile da curare. I sistemi sanitari sono molto in difficoltà ad affrontare la sfida all'obesità, che è una malattia che deriva dal fatto che mangiamo molto e consumiamo poco, perché rispetto al passato siamo molto più sedentari. Ecco spiegato questo aumento della patologia'.

Parlava del fatto di mangiare molto. Ma prima o poi non dovremmo avvertire un senso di sazietà che ci spinge a smettere di ingoiare cibo?

'E' una ghiandola ben precisa, l'ipotalamo, che regola il senso di fame e di sazietà. Ma la fame non è regolata solo da questi meccanismi di ingresso-uscita fisiologici. Ci sono tantissimi altri fattori che incidono sul nostro bisogno di esagerare ad alimentarci. Per esempio, i fattori ambientali. Vi racconto un caso che ci ha portati a questa conclusione. Sono stati fatti esperimenti sugli indiani. Prima, una popolazione che ha un'altissima incidenza di obesità. L'esperimento consisteva nel dividere una parte di loro in due gruppi, da far vivere uno in una zona montana e l'altro in una industrializzata. Col tempo si è osservato che chi viveva in una zona montana ha sviluppato la malattia in modo minore, un 10 % in confronto al 30 % degli abitanti dell'area urbana. Quindi abbiamo capito che è vero che c'è una base genetica che incide, ma conta molto anche l'ambiente, che ha un peso significativo. E questo è stato anche dimostrato dagli studi su un gruppo di indigeni australiani diabetici, tutti obesi e di età media di 54 anni, riportati per sette settimane nel loro ambiente naturale, dove hanno vissuto da cacciatori e raccoglitori. Alla fine delle sette settimane, tutti avevano perso in media 8 kg di peso a testa, perché consumavano sì molta carne, ma era magra, perché apparteneva ad animali non in cattività. E pure la loro glicemia era arrivata a valori normali'.

Oltre alla cattiva alimentazione, l'obesità ha altre cause?

'Sì, la predisposizione genetica è molto importante, perché alcuni individui sono più predisposti, e anche le cause ormonali contano, sostiene il dotto Giovanni Gravina endocrinologo del Centro Arianna per i trattamenti dei Dca-Asl 5 di Pisa. Per non parlare delle motivazioni psicologiche che ci spingono a mangiare in modo incontrollato'.


Che ruolo hanno le diete nella lotta alla malattia?

'Le diete non sono sufficienti. Ce ne sono tantissime e famose, tutte proposte da medici e scienziati, come per esempio la Dukan, quella a zona, la Scarsdale e via dicendoà Quasi ogni anno esce una nuova dieta, prende piede sul mercato con libri e prodotti vari. Queste diete rispondono al desiderio di perdere peso, ma fanno credere di poterlo fare in un modo un po' magico, trovando una soluzione che brevemente tolga il problema di torno. Ma pensateci: se una sola di queste fosse stata davvero efficace, non avremmo avuto bisogno di tutte le altre! Forse una di queste è davvero efficace per una determinata persona, ma non è certo la soluzione per tutti. Anche il farmaco è una sorta di risposta 'magica' al desiderio di perdere peso, persino il Ministero della Salute è dovuto intervenire per regolamentare sette sostanze che venivano utilizzate per dimagrire e non erano destinate a quella finalità'.

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