Obama al Papa: Sono un suo ammiratore. Preghi per la mia famiglia

Città del Vaticano, 27 mar (LaPresse) - Si sono stretti la mano. Uno visibilmente emozionato e sorridente, l'altro forse poco avvezzo ai cerimoniali istituzionali. E' avvenuto così il primo incontro tra il presidente americano, Barack Obama e Papa Francesco, nel Palazzo Apostolico, in Vaticano. Obama ha rotto gli indugi, subito, e durante la stretta di mano si è rivolto al Pontefice con un semplice: "How are you"? (come stai?). Poi ancora: "E' meraviglioso incontrarla (ripetuta due volte, ndr). Grazie tante per avermi ricevuto. E' un grande onore, sono un suo grande ammiratore", ha proseguito il presidente prima di sedersi davanti al Papa per l'inizio del colloquio privato. Successivamente, durante lo scambio dei doni, e porgendogli i semi, Obama ancora si è rivolto a Bergoglio invitandolo alla Casa Bianca. L'argentino ha risposto con un laconico: "Come no".

LE PAROLE DI OBAMA. "E' un grande onore, sono un suo grande ammiratore. Grazie di avermi ricevuto", ha detto il presidente Usa Obama al Papa dopo aver esordito con uno spontaneo: "E' meraviglioso incontrarla, grazie molte". "Sua Santità - ha proseguito - lei è probabilmente l'unica persona che deve subire più protocollo di me". Obama ha infine rivolto una richiesta personale a papa Francesco: "Per favore preghi per me e per la mia famiglia. Sono con me in questo cammino e devono sopportarmi".

DONI. Semi che produranno frutti e ortaggi provenienti dalla Casa Bianca dentro un cofanetto di cuoio e legno usato per la costruzione della cattedrale più vecchia degli Stati Uniti, cioè quella dell'Assunta a Baltimora. Questi i doni che il presidente americano, Barack Obama ha portato al Papa. Le monete che il Vaticano ha regalato al presidente Usa, invece, sono cadute dal cofanetto e a Bergoglio è scappato da ridere.

ARRIVO OBAMA. Obama è arrivato in Vaticano facendo il suo ingresso dal cortile di San Damaso dove sventola una bandiera statunitense. L'ingresso del corteo presidenziale è avvenuto dall'Arco delle Campane. Picchetto d'onore delle Guardie svizzere e gendarmeria vaticana in azione per far sì che tutto si svolga nella massima sicurezza. Ad accompagnare Obama, il sottosegretario di Stato John Kerry. La delegazione statunitense è stata accolta dal Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Ganswein.

PORTE CHIUSE. All'incontro privato, iniziato alle 10.28 e durato 50 minuti, hanno partecipato solo i traduttori. Secondo funzionari del Vaticano, Francesco parlerà con Obama del suo punto di vista sulla riforma sanitaria voluta dal presidente degli Stati Uniti e le sue prescrizioni sulla copertura della contraccezione.

INCONTRO STORICO. Quello di oggi è un incontro storico: a colloquio, infatti, sono il primo presidente americano nero e il primo papa gesuita e dell'America latina. E' la seconda volta di Obama nella Santa sede. Sono, infatti, passati quasi cinque anni dalla sua prima visita a un Papa: il 10 luglio 2009 fu ricevuto da Benedetto XVI che gli donò l'Enciclica 'Caritas in veritate' da leggere durante il viaggio in Africa. Obama inoltre visita il Vaticano 95 anni dopo la prima visita di un presidente Usa. In questo periodo di tempo, 12 presidenti statunitensi si sono recati in Vaticano per incontrarsi con 6 Pontefici. Secondo il sito 'il Sismografo', George Bush jr è il presidente statunitense che più volte (cinque) è stato ricevuto in Vaticano da un Papa. Ed è Giovanni Paolo II il pontefice che ha ricevuto più presidenti in Vaticano (cinque) in occasione di nove visite. Nella politica ci sono alcuni punti di contatto tra i due, anche se ci sono stati argomenti di discordia tra i vescovi degli Stati Uniti e l'amministrazione Obama sull'aborto e sulla revisione della sanità. I vescovi americani sono stati tra i più espliciti oppositori delle riforme di Obama, mettendosi di traverso per esempio contro la copertura obbligatoria della contraccezione.

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