Nozze Gay, Colamarino, presidente 'Mario Mieli': Ideologia fuori da tribunali

Di Andrea Capello

Roma, 28 ott. (LaPresse) - Con i suoi circa 500 iscritti il Circolo di cultura omosessuale 'Mario Mieli' è una delle più antiche realtà di riferimento a Roma nel panorama della difesa dei diritti Lgbt. Nata agli inizi degli anni 80 l'associazione è presieduta da meno di un mese da Mario Colamarino. LaPresse lo ha intervistato sui temi 'caldi' del momento come le Nozze Gay ed il dibattito parlamentare sulle Unioni Civili.

Il Consiglio di Stato ha bocciato le trascrizioni fatte dai sindaci italiani di nozze gay contratte all'estero. Alcuni hanno messo in dubbio la terzietà del relatore, il giudice Carlo Deodato. Come giudica questa vicenda?

Credo che già solo il dubbio che non ci sia stata la terzietà e che il giudizio possa essere stato viziato dall'ideologia sia davvero una cosa pericolosa in uno stato di diritto. L'ideologia dovrebbe rimanere fuori dalle camere di consiglio e dai tribunali. Noi abbiamo visto come nel corso del tempo ci siano state tante sentenze sia favorevoli che meno favorevoli alla causa Lgbt, alle unioni civili ed alle adozioni. Questa discrezionalità dimostra un vuoto legislativo da parte del parlamento che viene meno al suo dovere di guida.

La sentenza del Consiglio di Stato può influenzare il dibattito sulle Unioni Civili in corso in parlamento?

Certo. Questa polemica sul giudice Deodato può inserirsi in un quadro dove ci possa essere anche un 'colpo' sul Ddl Cirinnà . Il tema caldo ora è quello delle 'Stepchild Adoptions' e noi dobbiamo difendere i diritti di tutti e tutte.

Come si può convincere l'opinione pubblica relativamente alla questione delle adozioni da parte di coppie gay?

La si convince con la prossimità. Se noi riuscissimo a far vedere alle persone la vicinanza, gli affetti che le 'famiglie arcobaleno' e le famgile omogenitoriali hanno con i loro bambini vedrebbero che non c'è nulla di diverso rispetto ad una coppia formata da mamma e papà. Però serve molto tempo per cambiare questa mentalità. Non è solo una legge che lo fa è un lavoro culturale.

Sui diritti Lgbt l'Italia si uniformerà mai alla legislazione in merito vigente in molti stati europei?

Succederà quando ci sarà la volontà del governo e del parlamento di legiferare in materia ma anche quando noi associazioni avremo uno scatto in più nel far sentire la nostra voce pure con forme nuove. Dobbiamo discutere del cosa vogliamo e come lo vogliamo.

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato molto vicino alla causa Lgbt. Siete contrariati per quanto sta accadendo in Campidoglio?

La scorsa settimana abbiamo fatto un comunicato di solidarietà e vicinanza al sindaco dove si apprezzava il lavoro svolto per la causa Lgbt. La politica è difficile e le dinamiche di questa vicenda sicuramente non sono state chiare. Noi sicuramente saremmo dispiaciuti se dovesse lasciare.

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