In un video del 2017 la polizia francese 'scarica' migranti a Bardonecchia. Ma allora era legale

È spuntato sui social un video che testimonierebbe come l'episodio avvenuto a Claviere, dove alcuni migranti sono stati fatti scendere da un furgone della gendarmeria francese nei pressi del confine italiano, non sia un caso isolato. Le immagini, girate da Luigi D'Alife e pubblicate su Facebook, risalgono alla sera del 29 dicembre 2017 e mostrano alcuni migranti allontanarsi da un pulmino bianco che poi riparte velocemente. "Non siamo a Claviere in mezzo al bosco, bensì a Bardonecchia di fronte alla stazione ferroviaria, a 170 metri di distanza dal commissariato della polizia italiana", scrive l'autore. "Questo sconfinamento l'ho filmato quella sera - la denuncia di D'Alife - ma è qualcosa che avveniva e continua ad avvenire quotidianamente, tanto a Bardonecchia quanto a Claviere". In realtà, quella situazione era perfettamente legale. In base agli accordi di Chambery (risalenti al 1997 ma in vigore fino alla primavera del 2018) le rispettive polizie di frontiera potevano (e dovevano) restituire  reciprocamente i migranti colti nell'atto di attraversare i confini sprovvisti di documenti. L'accordo prevede, infatti, la "restituzione reciproca" dei clandestini. Se la gendarmeria francese trovava dei migranti senza documenti provenienti dall'Italia poteva autonomamente riportarli al di qua del confine e viceversa. Negli anni passati, dunque, la cosa succedeva continuamente. Probabilmente, in molti casi, i migranti venivano semplicemente riportati al di là del confine e lì lasciati senza chiedere l'intervento delle guardie di frontiera dell'altro Paese. In sostanza, il filmato del 2017 mostra una prassi largamente utilizzata.e legale. Questa prassi era stata abbandonata nel marzo di quest'anno quando la polizia francese aveva fatto irruzione in un centro migranti della ong Rianbow Africa. I francesi, rispondendo alle proteste italiane, si erano appellati all'accordo di Chambery. Il ministero degli Esteri italiano aveva risposto che sapevano che quello spazio, gestito da una ong, era off limits per azioni di quel genere. In seguito a quell'episodio e alle vibrate proteste del governo italiano che arrivò a convocare l'ambasciatore francese, i francesi sospesero l'accordo di Chambery.