Nina Moric chiamò Belen "viado": condannata a una multa di 600 euro

Il giudice ha sospeso la pena che non comparirà nella fedina penale della modella croata pronta a presentare ricorso in appello

La ex moglie di Fabrizio Corona, Nina Moric, è stata condannata per aver diffamato l'altra storica ex del 'fotografo dei vip', Belen Rodriguez. Nel settembre del 2015, incalzata da Giuseppe Cruciani, durante una puntata de La Zanzara in onda su Radio24, aveva definito la showgirl argentina "un viado" e aveva detto che era solita girare nuda per casa anche quando Carlos, il figlio della Moric e di Corona, era a casa del padre.

Parole pesanti che, a tre anni di distanza, sono valse alla ex modella croata una multa di 600 euro a cui si aggiungono 2000 euro di risarcimento per Belen e 2000 euro di spese legali. Denaro che la showgirl argentina darà in beneficenza. Nel determinare la pena, il giudice della decima sezione penale di Milano ha eliminato l'aggravante della diffamazione per un "fatto specifico" - ossia l'accusa di aver traumatizzato il figlio della Moric e di Corona con la sua nudità - valutandola equivalente alle attenuanti generiche. La pena, inoltre, è stata sospesa e non comparirà nella fedina penale della Moric.

 

 

 

La battaglia tra le due storiche compagne di Corona era iniziata sui social. Su Instagram, infatti, la Moric aveva definito per la prima volta la rivale "un viado" e rispondendo ai suoi follower si era lasciata andare ad apprezzamenti pesanti. Intervista qualche giorno dopo da Giuseppe Cruciani su Radio 24 aveva rincarato la dose. Belen "non è una bella persona come tutti credono... perché quando si trattava di mio figlio girava per casa nuda - aveva detto - . Mio figlio ha avuto gli incubi quando aveva cinque anni, lei mi minacciava di morte. É una strega cattiva, minacciava anche di portarmi via mio figlio". Lo stesso rappresentante della pubblica accusa aveva sollecitato la condannare della modella croata al pagamento di 600 euro di multa, richiesta che il giudice ha accolto. "L'imputata - ha detto nella requisitoria il vice procuratore onorario - si è espressa in modo offensivo e lesivo del decoro della parte offesa".

Il legale di Belen Rodriguez, Andrea Righi, oltre a depositare una memoria con la richiesta di 20mila euro di risarcimento, ha sottolineato nel suo intervento che il processo aveva "come obiettivo quello salvaguardare la dignità di una madre". Belen, nella sua deposizione in aula dello scorso luglio, aveva spiegato che a spingerla a querelare la Moric era stato proprio il desiderio di "difendersi in quanto mamma" da "un'accusa gravissima": quella di aver molestato Carlos. "Mi fermavano le mamme al parco quando ero con mio figlio, chiedendomi spiegazioni", aveva aggiunto. "Alla radio ho parlato solo di quello che mi raccontava mio figlio, ovvero che Belen girava nuda per casa", aveva replicato la Moric. E ancora: "Anche lei mi ha diffamato scrivendo sui social che io sono psicopatica e squilibrata e ha giudicato il mio ruolo di madre, una cosa che io non farei mai, ma non l'ho mai querelata". "Questa vicenda non doveva nemmeno finire in Tribunale", concorda il suo avvocato, Solange Marchignoli, che sottolinea come la pena inflitta sia stata "ridotta ai minimi termini". "Per noi non c'è stata assolutamente la diffamazione - prosegue - perchè 'La Zanzara' è una trasmissione paragonabile a un'arena o a uno stadio, in cui vengono consentiti ai tifosi slogan e cori anche offensivi purché non siano di stampo razzista", ha concluso. Le motivazioni verranno depositate tra 45 giorni.

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