L'ira Ncc contro il governo: "Buffoni". E bruciano bandiere M5s

Secondo la Federazione degli autonoleggiatori lo stop alla proroga dell'articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207 comporterebbe "l'estinzione di un settore che conta 80mila imprese e 200mila lavoratori

Il traffico del centro di Roma nel caos, le bandiere a 5 Stelle bruciate, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli bollato come un buffone. Cosa è successo da fare infuriare così tanto i conducenti delle auto Ncc, mentre i tassisti sorridono sotto i baffi? L'esecutivo giallo-verde, e il M5S in particolare, contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi, non ha rimosso i paletti per la categoria che entreranno in vigore dal prossimo anno.

Gli Ncc saranno quindi costretti a tornare, al termine del servizio, nella città in cui l'autorizzazione è stata rilasciata, con poche eccezioni. Questo vuol dire che le auto a noleggio, non potranno offrire un servizio "passeggero per passeggero". Insomma, il loro mestiere non sarà simile a quello dei tassisti, i quali ovviamente gongolano per la prospettiva di maggiori viaggi rispetto agli Ncc, che dovranno avere un calendario dei passaggi già scadenzato prima della partenza dalla rimessa.

Un emendamento alla manovra di bilancio, presentato dai relatori in commissione Bilancio del Senato e non ancora votato, prevede una limitazione territoriale a livello provinciale. A poco è servito un incontro di mediazione, al ministero dei Trasporti, tra i delegati di categoria e il viceministro Edoardo Rixi. Le prenotazioni agli Ncc dovranno essere preventivamente registrate su un foglio di servizio elettronico, che provvisoriamente potrà essere sostituito da un foglio cartaceo. Viene prevista una parziale deroga al limite territoriale: l'inizio del servizio di trasporto potrà avvenire senza il rientro in rimessa a patto che sul foglio di servizio vengano registrate, sin dalla partenza dalla rimessa, più prenotazioni oltre la prima, con partenza o destinazione all'interno della provincia o dell'area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato le autorizzazioni.

Le norme hanno fatto infuriare gli autisti, che si sono riversati nelle strade della capitale e di altre città d'Italia. Alcuni se la sono presa con un vigile dopo che era circolata voce che fioccassero multe sui veicoli parcheggiati per andare a protestare. E mentre sventolavano i vessilli tricolore e manifesti secondo cui si perderanno centinaia di posti di lavoro, si è urlato "buffone" al titolare del dicastero dei Trasporti, bruciando un paio di bandiere a 5 Stelle.

Le strade della capitale sono protagoniste di un altro sfortunato emendamento alla manovra, che prevedeva l'intervento del Genio militare per rattoppare le famigerate buche sull'asfalto, ben conosciute da autisti, scooteristi e ciclisti romani. Il testo, però, è stato considerato inammissibile. La sottosegretaria all'Economia Laura Castelli, in ogni caso, ha detto che è l'intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà e sarà regolarmente finanziato, con "una semplice correzione formale del testo, che sarà ripresentato a breve". 

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