Nave Costa, 21 i dispersi

Grosseto, 19 gen. (LaPresse) - Ventisei. Questo il numero ufficiale, diffuso dalla prefettura di Grosseto, dei dispersi nel naufragio della Costa Concordia, avvenuto venerdì scorso davanti all'Isola del Giglio. Tra loro ci sono anche i cinque cadaveri non ancora identificati e che, insieme ai sei ai quali è stato possibile dare un nome e cognome, portano a 11 il numero dei morti accertati. L'ultima vittima identificata è Sandor Feher, un violinista ungherese di 38 anni che lavorava sulla nave. Intanto Gertrud Goergens, una delle passeggere tedesche che risultavano disperse, si trova in Germania, dove si è presentata alle forze di polizia locali.

Tra le persone che mancano all'appello c'è anche la piccola Dayana Arlotti, 5 anni, che si trovava sulla Costa Concordia con il padre Williams, anche lui disperso. La madre della bambina, Susy Albertini, questa sera ha lanciato un appello attraverso la trasmissione 'Chi l'ha visto?'. "Io vorrei chiedere ai sommozzatori - ha detto la donna commossa - di continuare a cercare la mia bambina e di portamela a casa il prima possibile". Il suo legale, Davide Veschi, ha rivolto un appello ad eventuali testimoni che abbiano visto la piccola con il papà sulla nave.

Un bilancio, quello dei morti, che potrebbe salire ancora, dal momento che con il passare dei giorni si fa sempre meno probabile la possibilità di trovare qualcuno ancora in vita all'interno della nave, sia nella parte sommersa sia in quella che emerge dall'acqua. Le condizioni meteorologiche sono peggiorate e hanno costretto i soccorritori ad interrompere le ricerche, anche nel timore che la Costa Concordia possa scivolare ancora più a fondo. Era già accaduto lunedì, quando il colosso del mare si era spostato di 9 centimetri e le attività dei sommozzatori erano state sospese. Anche stamattina sono stati fermati i soccorsi per verificare che ci siano le condizioni per intervenire in sicurezza. Al momento dello stop i palombari della marina militare dovevano collocare microcariche di esplosivo per aprire nuovi varchi per favorire il ritrovamento di eventuali altri dispersi sull'imbarcazione naufragata.

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