Natale, Bagnasco: Gesù è nello strazio dei bambini naufraghi

Città del Vaticano, 24 dic. (LaPresse) - "Nel volto del bambino di Nazaret la fede ci invita a ritrovare quello, forse meno serafico, di tanti bambini altrettanto bisognosi e fragili. Nel profilo del figlio di Maria dovremmo scoprire, non senza costernazione, quello di tanti figli che vengono al mondo nella precarietà, nell'indigenza più stringente". Lo scrive il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in un editoriale su Avvenire. "Nei primi, travagliati giorni del Redentore in fasce - continua Bagnasco - dovremmo rivedere l'affannosa lotta per sopravvivere di intere famiglie che pure non rinunciano alla gioia di dare al mondo una nuova vita, la drammatica ricerca di alloggio, di sicurezza e di protezione, che spesso le costringe a spostarsi oltre i confini delle loro terre e a cercare lontano". "Nel mistero del Dio bambino - commenta il presidente della Cei - non è forse riflesso lo strazio dei bambini naufraghi sulle nostre coste? Li vediamo riversi, abbandonati dai flutti sulla sabbia, traditi dalla disperazione che ha spinto i loro cari a portarli con sè in cerca di serenità". Per il cardinal Bagnasco, "Dovrebbe indignare la facilità con cui l'odierna attenzione mediatica si sposta dalle tragedie del Mediterraneo alle opulenze dei cenoni. Si piange, ci si irrita per l'abuso, per la violenza di cui sono oggetto i piccoli, ma si tratta spesso di un effetto 'a tempo determinato'. Il mistero del Natale, invece, ci invita a una memoria perenne, a non dimenticare".

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