Napoli, scandalo rifiuti: 22 arresti, a domiciliari Carlo Malinconico

Napoli, 17 apr. (LaPresse) - La guardia di finanza di Napoli sta eseguendo, nell'ambito dell'inchiesta sul Sistri, sistema di tracciabilità rifiuti, 26 ordinanze di custodia cautelare, di cui 3 in carcere, 19 arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla p.g., oltre a numerose perquisizioni domiciliari, come disposto nel provvedimento emesso dal gip del tribunale di Napoli per associazione a delinquere finalizzata all'emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e alla corruzione di pubblici ufficiali e di incaricati di pubblico servizio.

Si tratta di una vasta operazione, svolta sotto il coordinamento della procura della Repubblica - Dda di Napoli, che vede l'esecuzione di decine di perquisizioni e molteplici misure cautelari personali nei confronti di dirigenti di Finmeccanica, imprenditori e professionisti coinvolti nella realizzazione del Sistema di tracciabilità dei rifiuti, cosiddetto 'Sistri'.

Fra i nomi eccellenti coinvolti nell'inchiesta in cui sarebbero emerse una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del Sistri, c'è Carlo Malinconico, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che aveva il ruolo di consulente per la valutazione del contratto del Sistri, per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Destinatari delle misure di custodia in carcere sono Sabatino Stornelli, un ex amministratore delegato della Selex Service Management Spa., società controllata da Finmeccanica operante nel settore delle telecomunicazioni terrestri e satellitari, un suo fratello, a cui fanno capo diverse società operanti in Roma, e Francesco Paolo Di Martino, un imprenditore campano operante nell'area dell'elettronica applicata alla sicurezza. Sottoposti a misure cautelari personali degli arresti domiciliari sono gli amministratori di società compiacenti che si sono prestati, attraverso le loro aziende, a fungere da collettori per il trasferimento dei proventi corruttivi e per l'emissione delle false fatture

Sono stati, inoltre, eseguiti sequestri preventivi di somme e beni per un importo complessivo di oltre dieci milioni di euro e sono in corso numerose perquisizioni. . Taluni dei destinatari delle misure cautelari ricoprivano il ruolo di prestanome di società riconducibili del suindicato imprenditore campano, costituite al solo fine di emettere o ricevere fatture per operazioni inesistenti per giustificare i trasferimenti di danaro.

La attività d'indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli ha permesso di fare luce sull'affidamento e gestione di un affare stimato in circa 400 milioni di euro per i primi cinque anni.Per anni sul progetto non è trapelata alcuna informazione in quanto sullo stesso è stato apposto il segreto di Stato, in virtù del quale il ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare ha proceduto, nel dicembre 2009, ad un affidamento diretto alla società Selex Service Management Spa che, autonomamente aveva anche proposto il progetto al medesimo dicastero. Aggiudicatasi l'affidamento, tuttavia, la Selex Service Management S.p.a., in violazione - secondo l'ipotesi accusatoria - delle previsioni contrattuali nonché delle esigenze di sicurezza nazionale poste a base dell'apposizione del citato segreto di Stato, ha quindi fatto ricorso a terzi soggetti per realizzare parte del Sistema (progettazione, realizzazione e distribuzione dei dispositivi tecnici, tenuta dei corsi per la formazione del personale, costruzione e realizzazione dei centri presso i quali collocare le infrastrutture tecnologiche, gestione del call center).

Le indagini hanno evidenziato che i continui ritardi nell'avvio del Sistri, ancora oggi non operativo nonostante l'esborso annuale da parte dei soggetti obbligati all'adempimento, erano altresì dovuti alle inefficienze di un Sistema che sin dal suo primo test generale (il c.d. click day) si è rilevato non idoneo a gestire l'acceso contemporaneo del numero di utenti contrattualmente previsti. Le investigazioni hanno messo in evidenza un grave quadro indiziario riguardo un articolato sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni nei rapporti tra la Selex Service Management S.p.a. e società direttamente o indirettamente riconducibili all'imprenditore campan e alla creazione di fondi neri in parte utilizzati a beneficio dell' ex amministratore Selex Service Management S.p.a e di suo fratello nonchè di persone a loro vicine e in parte finiti nella disponibilità dello stesso imprenditore campano. Attraverso falsi contratti di forniture sono stati inoltre creati altri fondi per sponsorizzare con cifre esorbitanti la squadra di calcio abruzzese Gli investigatori, seguendo i flussi finanziari, hanno individuato anche la costituzione di società estere in paradisi fiscali del Delaware e l'apertura di conti correnti cifrati all'estero sui quali sono confluite somme destinate al pagamento di tangenti. Il giro complessivo di fatture per operazioni inesistenti posto in essere ed accertato dagli uomini della guardia di finanza ammonta a circa 40 milioni di euro.

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