Napoli, maxi evasione fiscale: sequestrati beni per oltre 71 milioni

Napoli, 19 mag. (LaPresse) - I militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal Gip del Tribunale di Nola, su richiesta della procura della Repubblica locale, avente per oggetto conti correnti, rapporti finanziari, beni immobili e mobili registrati e quote sociali appartenenti ai coniugi Fedele Ragosta e Annamaria Iovino e a Gabriele Iovino, fino a concorrenza del valore di oltre 71 milioni di euro. Somma, questa, corrispondente all'ammontare complessivo dell'Irpef evasa dai coniugi negli anni dal 2007 al 2011 (per circa 64 milioni di euro), e di Ires e Iva evase dalla Imi Sud S.r.l., amministrata da Gabriele Iovino, nell'anno 2008 (per 7 milioni e 125mila euro).

DICHIARAZIONE INFEDELE E APPROPRIAZIONE INDEBITA. Ai coniugi indagati sono contestati plurimi reati di dichiarazione infedele, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi personali presentate per gli anni d'imposta dal 2007 al 2011, nonché di appropriazione indebita aggravata.

A carico del terzo indagato è ipotizzato il reato di dichiarazione infedele, con riferimento alla Imi Sud S.r.l. (limitatamente all'anno 2008), nonché il concorso con Fedele Ragosta nel reato di appropriazione indebita aggravata, con riferimento alle somme a lui corrisposte dalla società.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i coniugi hanno ricevuto nel tempo dalle società Dagar S.r.l. e Imi Sud S.r.l., attraverso bonifici bancari accreditati in varie tranches su propri conti correnti personali, somme di denaro per un valore complessivo di circa 165 milioni di euro, a titolo di restituzione di finanziamenti fittizi (in realtà mai effettuati), in qualità di soci.

Con riguardo alla Imi Sud S.r.l. è stato appurato che, attraverso una serie di annotazioni contabili effettuate nell'anno 2008, anch'esse artificiose, sono stati evidenziati costi inesistenti, relativi a falsi acquisti di merci per 15 milioni di euro, nonché un fittizio debito della società nei confronti dei soci per 18 milioni di euro, anch'esso totalmente stornato nel successivo anno 2009.

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