Napoli, anche il figlio del governatore De Luca indagato per corruzione nell'inchiesta sui rifiuti
Dopo quello di Passariello, candidato Fdi, spunta il nome di Roberto, assessore al Bilancio del comune di Salerno

C'è anche Roberto De Luca tra gli indagati per corruzione nell'inchiesta su voto di scambio e traffico di rifiuti della procura di Napoli che vedrebbe coinvolte almeno dieci persone, tra cui il consigliere regionale campano di Fratelli d'Italia Luciano Passariello e alcuni esponenti del centrodestra quasi tutti candidati alle elezioni del prossimo 4 marzo. De Luca è assessore al bilancio del Comune di Salerno, nonché il figlio minore del presidente della Regione Campania Vincenzo e il fratello di Piero, candidato del Pd alle prossime Politiche.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, affiancato dal procuratore capo Giovanni Melillo, è nata da un lavoro giornalistico di Fanpage.it  sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti e vede coinvolta anche la Sma, una società della Regione Campania impegnata nel contrasto degli incendi boschivi.

"Mi chiamo Nunzio Perrella, e sono un ex boss della camorra. Ho gestito per anni il traffico dei rifiuti in tutta Italia, dopo 21 anni passati agli arresti sono tornato un libero cittadino". Inizia così un nuovo video di Fanpage, il primo di sette, caricato sul sito, che riguarda l'inchiesta di Napoli. "Nunzio Perrella, ex boss della Camorra, per anni ha gestito il traffico dei rifiuti in tutta Italia. Dopo 21 anni passati agli arresti domiciliari, è tornato ad essere un cittadino libero, e ha proposto allo Stato di infiltrarsi di nuovo nell'ambiente, scegliendo poi Fanpage.it per mostrare il diffuso sistema delle mazzette ai politici negli appalti per la gestione dell'immondizia e mettendo a rischio la sua incolumità e quella dei suoi familiari. Ecco le immagini raccolte per cinque lunghi mesi di indagine sul ciclo dei rifiuti, da cui è scaturita l'inchiesta della Procura di Napoli.

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