Motta Visconti, uccise moglie e figli e poi andò a vedere la partita: al via il processo

Pavia, 6 ott. (LaPresse) - "Chi uccide la propria moglie e i propri figli con l'aggravante della premeditazione, e poi mette in piedi una messinscena come quella architettata da Lissi, è in grado di intendere e di volere". A dichiararlo è l'avvocato Domenico Musicco, che questa mattina a partire dalle 9.30 siederà accanto alla sua assistita Giuseppina Redaelli, madre di Maria Cristina Omes, uccisa il 14 giugno dell'anno scorso coi figli Giulia, 5 anni e mezzo, e Gabriele, 20 mesi. Il reo confesso è il marito Claudio Lissi, padre dei bambini. "E' per questi motivi - continua l'avvocato -, e per rendere giustizia alle vittime innocenti di questa assurda strage, che ci batteremo per il massimo della pena. Siamo davanti ad uno dei più orrendi delitti degli ultimi anni e vogliamo giustizia".

Lissi, accusato di triplice omicidio per aver sterminato la famiglia, questa mattina non sarà in aula. Per l'informatico, che dopo la strage era uscito con gli amici per vedere la partita dell'Italia e al suo ritorno aveva simulato una rapina nel tentativo di costruirsi un alibi, era anche stata effettuata una perizia da parte dello psichiatra Giacomo Mongodi, che aveva riscontrato che non vi fossero elementi che potevano condurre ad una sua infermità, anche parziale. L'omicida non avrebbe manifestato nemmeno pentimento.

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