Morto a 83 anni Tullio Regge, gigante della fisica e divulgazione

Torino, 24 ott. (LaPresse) - E' morto ieri sera Tullio Regge, fisico 83enne torinese, malato da tempo. Laureatosi a Torino in fisica nel 1952, Regge consegue il dottorato negli Stati Uniti, alla Rochester University. Oltre all'attività scientifica, che porta a dare il suo nome ad una formulazione della relatività generale (il calcolo di Regge), il fisico si dedica all'insegnamento e alla divulgazione, diventando uno dei pensatori più influenti del panorama scientifico italiano. Eletto al Parlamento europeo con il Partito comunista italiano nel 1989, vi rimane fino al 1994. Cofondatore e collaboratore Cicap, collabora stabilmente con la rivista di divulgazione scientifica 'Le scienze'.

"Con Tullio Regge - commenta il sindaco di Torino Piero Fassino - scompare uno dei più grandi scienziati del nostro tempo: sapeva unire il genio, che a pochi è dato in sorte, con la capacità di parlare, di farsi capire e di aprire alla comprensione tutti i più grandi misteri della fisica. Ma soprattutto aveva il dono dello sguardo scientifico che supera i confini del tempo presente, capace di un infinito cercare. Ai familiari giunga il cordoglio mio personale e della Città di Torino".

Piangono Regge anche il Politecnico di Torino e il suo rettore Marco Gilli. Regge ha infatti insegnato Teoria Quantistica della Materia al Politecnico di Torino, diventando poi professore Emerito dell'Ateneo. "Se ne è andato - commenta il rettore Gilli - uno dei più grandi scienziati e pensatori italiani di tutti i tempi. Ha creato strumenti fisico-matematici straordinari che hanno permesso una comprensione più profonda di fenomeni fondamentali, a partire dalla relatività e dalla fisica delle particelle fino alla meccanica quantistica e alla fisica statistica. La figura di Tullio Regge come divulgatore, poi, ha contribuito ad avvicinare la società alla scienza: ha spiegato a tutti come l'indipendenza del pensiero, l'apertura all'innovazione senza preconcetti e la capacità critica siano aspetti fondamentali trasversali a tutta la cultura". "Il suo arrivo al Politecnico di Torino all'inizio degli anni '90 - spiega il rettore - è stato un grandissimo privilegio per il nostro Ateneo: la sua figura è stata di grande stimolo e insegnamento per tutti, in particolare per le nostre giovani generazioni di scienziati e di fisici. La sua curiosità infinita e il suo entusiasmo per la ricerca e la tecnologia rimangono messaggi indelebili".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata