Morte Gaia e Camilla, avvocato: "Conducente rischia fino a 18 anni di carcere"

Parla il presidente dell'Osservatorio vittime omicidi stradali, Piergiorgio Assumma: "Potrebbe essere applicata la sanzione più grave prevista dalla legge"

L'avvocato Piergiorgio Assumma presidente dell'Osservatorio nazionale sulle vittime degli omicidi stradali (Onvos) ricostruisce la vicenda dell'incidente in Corso Francia a Roma nel quale sono morte le giovanissime Gaia e Camilla investite dal 20enne Pietro Genovese, ora ai domiciliari. "Al conducente potrebbe essere contestata l'aggravante prevista dell'ultimo comma del 589 bis che prevede che la sanzione più grave aumentata fino al triplo ma che non può superare gli anni 18", ha spiegato il legale che ripercorre le varie ipotesi in base a quello che sta emergendo dalle indagini. Sulle ultime indiscrezione riportate dai difensori delle vittime, e cioè che Gaia e Camilla avessero attraversato con il semaforo verde, Assumma precisa. "Se era verde ovviamente non c'è la cooperazione colposa delle due ragazze, se il verde era lampeggiante bisogna vedere a che punto era l'attraversamento".