Milano, tangenti negli ospedali Galeazzi e Pini: arrestati quattro primari
I medici si sarebbero accordati con alcune ditte per ordinare forniture in cambio di mazzette e regali

Quattro primari, un dirigente e un imprenditore titolare di una ditta specializzata in apparecchiature mediche sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta sulla sanità lombarda, coordinata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Maria Letizia Mannella. Tra loro anche la direttrice sanitaria del Gaetano Pini, Paola Navone, 60 anni, che risulta essere fra i firmatari del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e delle illegalità per gli anni 2016-2018.

I primari si sarebbero accordati con alcune ditte per ordinare forniture in cambio di tangenti e regali. La vicenda è emersa dall'inchiesta su Norberto Confalonieri, ex primario del Pini Cto, arrestato lo scorso anno.

Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip Teresa De Pascale ricostruisce le assegnazioni di forniture di protesi ortopediche e apparecchiature mediche al Galeazzi e al Gaetano Pini, due tra i principali ospedali milanesi.

"Il Pini è l'ospedale più facile del mondo! (...) perchè non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!", diceva l'imprenditore Tommaso Brenicci, titolare di una società di Monza del settore sanitario ora finito in carcere. L'imprenditore, nella stessa telefonata del 2 marzo 2017, parlava della "predisposizione" del professor Giorgio Maria Calori (anche lui finito agli arresti domiciliari) "ad utilizzare i suoi prodotti", come dimostrano gli ordini di molte protesi per la sua unità operativa. La conversazione è riportata in un passaggio delle 250 pagine di ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Teresa De Pascale. In un'altra telefonata, finita tra gli atti dell'inchiesta, l'imprenditore parla della "scarsa trasparenza e legalità nelle pubbliche forniture dell'Istituto Ortopedico Cto-Pini" di Milano. 

Non solo. L'imprenditore Brenicci, tra le "regalie" pagate al primario Calori in cambio dell'utilizzo delle sue protesi, ha anche pagato "una borsa di marca 'Louis Vuitton' acquistata il 26 ottobre 2016 ad Antalya (Turchia) per la figlia" del medico, Francesca Calori, "dal valore minimo di 1000 euro". La moglie di Calori protesta per quel regalo con il marito, che le spiega che è un "regalo" destinato alla figlia. "Non comprare niente, eh Giorgio!", dice la moglie e Calori replica: "Stefi me lo regalano smetti di rompermi i c... Per favore".. Lo mette nero su bianco il gip di Milano De Pascale in un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare che portato all'arresto anche della direttrice sanitaria del Gaetano Pini, Paola Navone. Proprio la Navone, il 27 marzo dell'anno scorso, ospite di Porta&Porta, aveva detto dopo l'arresto di Confalonieri: "Il Piano Anticorruzione verra' attuato al Pini al piu' presto. Abbiamo fornito alle autorità che ce l'hanno chiesta, la lista di tutte le attività sugli impianti protesici, che fanno parte di un flusso di dati che è controllato".

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