Milano, sospeso parroco indagato per prostituzione minorile
Secondo il pm, che ne ha richiesto rinvio a giudizio, il sacerdote sapeva che il minore comprava la droga con i soldi ricevuti

Per don Alberto Paolo Lesmo, fino ad ora parroco a Milano S. Marcellina e decano di Milano - Baggio, è stato chiesto il processo per prostituzione minorile "perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, compiva atti sessuali" con un minore, che all'epoca dei fatti aveva trai 15 e i 17 anni, "in cambio di corrispettivi in denaro variabili da 150 a 200 euro per volta". Il reato contestato al religioso, scrive il pm Giovanni Polizzi nella richiesta di rinvio a giudizio, sarebbe stato commesso "con l'aggravante di ave commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto". Da quanto si è saputo, il ragazzo avrebbe attraversato un momento di crisi molto profonda e avrebbe iniziato a fare uso di droga. Per finanziare questa sua abitudine, avrebbe iniziato a prostituirsi, contattando i clienti on line. Tra chi aveva risposto alle inserzioni, c'era anche il religioso. Con i soldi ricevuti da don Lesmo e da altri clienti, il ragazzo era solito acquistare cocaina.

Il pm Polizzi ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Guido Milani, 30 anni, residente a Oggiono (Lecco), che fino al 2013 era presidente dell'associazione "Ragazzi e Cinema" di Lecco, specializzata in cortometraggi e produzioni per la tv. Milani deve rispondere anche di cessione di stupefacenti, oltre che di prostituzione minorile, perché pagava il ragazzo sia con "circa 200 euro a prestazione" sia con la cocaina. La "tariffa" era di "circa 3 grammi a prestazione". In un'occasione, tra il 2010 e il 2011, Milani avrebbe anche obbligato il minore ad un rapporto e per questo deve rispondere anche di violenza. L'Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha sospeso il parroco da ogni incarico in Diocesi.
 

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