Milano, smantellato traffico internazionale di droga
Trentotto le persone raggiunte da ordinanza

I carabinieri del comando provinciale di Milano hanno condotto un'indagine sul traffico internazionale di droga in collaborazione con la polizia albanese smantellando un'organizzazione che operava soprattutto in Italia, Albania e Spagna. In tutto 38 le ordinanze, 17 in Italia e 21 all'estero; 7 devono ancora essere eseguite in Albania e Marocco. A Milano e hinterland sono stati fatti 10 arresti, tra cui alcuni in zona Navigli dove vivevano alcuni degli indagati, uno a Brescia, uno a Como, due a Bolzano, uno a Genova, uno a Vicenza, uno a Trieste, uno a Bologna e uno a Torino. Il codice di disciplina imposto dai vertici non permetteva ai membri dell'organizzazione di frequentare locali notturni e li costringeva a un basso tenore di vita. Inoltre in Italia facevano arrivare le famiglie e affittavano abitazioni dignitose pagando regolarmente il canone di locazione, luce e gas per non destare alcun sospetto. Il modus operandi dell'organizzazione può essere suddiviso in cinque fasi. I vertici albanesi individuavano i quantitativi da spedire in Italia; i corrieri, anche loro albanesi, trasportavano la droga in Italia su vetture con doppi fondi. Sulle automobili venivano montati dei dispositivi elettronici che permettevano di aprire i 'nascondigli' solo tramite pulsanti o codici segreti. Ad esempio, per aprire uno sportello del doppio fondo bisognava azionare contemporaneamente i tergicristalli e schiacciare la frizione. Una volta portata la merce in Italia, erano sempre gli albanesi a stoccare la droga in dei box; arrivava poi il momento della vendita a grossisti albanesi, marocchini e tunisini, ma mai italiani, che acquistavano la cocaina per metterla sul mercato del Bel Paese. Infine, il denaro ricavato dalla vendita era riportato in Albania tramite autisti di pullman di linea, che nascondevano le banconote tra sacchi di vestiti.

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