Milano,sit in comunità islamica in San Babila, oltre 3000 partecipanti

Milano, 20 nov. (LaPresse) - Sono oltre 3000 le persone, per lo più appartenenti alla comunità islamica milanese, che si sono date appuntamento in piazza San Babila per manifestare contro gli attacchi terroristici di Parigi e Bamako. La manifestazione, Indetta dal Caim, Coordinamento associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza, dall'organizzazione Partecipazione solidarietà musulmana, dai giovani mussulmani d'Italia e da 90 organizzazioni e associazioni islamiche, è stata aperta dall'intervento di Davide Piccardo, coordinatore del Caim. "Siamo qui per dire che non si uccide in nome di Dio", ha detto Piccardo dal palco. "Siamo qui per dire no all'Isis che se ne approfitta e distrugge le speranze di una regione pacifica", ha aggiunto.

"Se ci chiedono di fare di più e dare una mano contro l'estremismo islamico - ha proseguito - noi chiediamo di essere riconosciuti 365 giorni all'anno. Se ci chiedono di fare di più, noi chiediamo almeno il minimo.In Italia abbiamo 695 moschee informali e 5 ufficiali. Noi chiediamo moschee riconosciute e riconoscibili per fare al meglio il nostro ruolo di educatori nella comunità islamica".

"Siamo qui per dire no alla violenza a Gerusalemme, alle occupazioni militari, a nuove morti e nuove vendette - ha sottolineato Piccardo - La nostra religione ci parla di pace, amore e non dell'ideologia del profitto ". Piccardo ha quindi voluto dire "no" a chi pensa "di trarre del reddito politico e dei voti" dalle stragi terroristi che e che pensa "di accusare la comunità islamica di prendere dei voti" come la Lega Nord.

"Ci dicono sempre che non abbiamo fatto abbastanza - ha sottolineato ancora - Noi oggi abbiamo fatto abbastanza e questo messaggio non lo vogliamo più sentire". "In Europa ci sono 20 milioni di mussulmani che vengono additati come nemici interni. Queste cose noi le abbiamo già viste 70 anni fa. Oggi siamo qui per dire no anche all'antisemitismo e all'islamofobia".

Anche il portavoce nazionale del Psm Idriss Bakari ha fatto sentire la sua voce. "Siamo qui per dire che colui che si proclama Califfo è un farabutto e un criminale - ha detto - e che lui e i suoi seguaci non ci avranno mai". Parole a cui ha fatto eco anche l'Imam della moschea di viale Jenner Abdel Hamid Shaari. "Sono 50 anni che sono in Italia ma devo sempre difendermi in anticipo. Da cosa? Non lo so", ha detto l'Imam a margine della manifestazione. "La signora Santanchè - ha proseguito - mi attacca sempre e comunque e il marito Sallusti è peggio. Se diventa sindaco di Milano dovrò emigrare a Torino".

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