Milano, Natale precario per lavoratori Città metropolitana: novità sui contratti

Di Ester Castano

Milano, 25 dic. (LaPresse) - Aspettavano una buona notizia, i 42 dipendenti precari della Città metropolitana di Milano, e all'ottava notte di occupazione è arrivata: i loro contratti di lavoro, in scadenza il 31 dicembre, potrebbero essere rinnovati grazie al decreto 'Milleproroghe'. Per questo motivo, nel tardo pomeriggio, sospenderanno la mobilitazione. Da giovedì 17 i precari, tutti professionisti con almeno cinque anni di esperienza alle spalle, vivono giorno e notte nella sede del Consiglio metropolitano di via Vivaio, anche il giorno di Natale, tra una fetta di panettone, assemblee organizzative e la voglia di vincere la battaglia per il posto di lavoro una volta per tutte: una protesta contro le conseguenze dello smantellamento della Provincia a favore del nuovo ente, istituito ufficialmente l'1 gennaio 2015.

I dipendenti avevano promesso al Governo Renzi che non se ne sarebbero andati fino a quando il loro obiettivo non fosse stato raggiunto, e così è stato. "Ma se lunedì 28, giorno in cui sarà disponibile il decreto 'Milleproroghe', il Governo dovesse venir meno alle sue promesse, allora siamo pronti a ripartire con la mobilitazione e a rioccupare via Vivaio - dichiara a LaPresse Raffaella, professionista precaria del settore ambiente della Città metropolitana -. I nostri effetti personali, brandine e striscioni, rimarranno dentro la sala consiliare occupata, in attesa di vedere i contratti nero su bianco".

I precari si sono riuniti in coordinamento, hanno aperto una pagina Facebook e attivato una mailing list con cui tenere informati il mondo 'di fuori'. In questi giorni hanno lanciato appelli, cercato il dialogo con parlamentari, accolto visite di amministratori locali, e l'altro ieri si sono incatenati all'esterno dello stabile. Un atto dimostrativo, che è servito ad attrarre l'attenzione dei media e della cittadinanza, alle prese con gli ultimi regali. "I costi politici con il passaggio dalla Provincia alla Città metropolitana sono diminuiti, ma alcuni settori già sguarniti di personale rischiano di essere smantellati", spiegano i dipendenti, che hanno anche invitato a trascorrere con loro le festività natalizie il sindaco della Città metropolitana di Milano Giuliano Pisapia, il presidente dell'Anci Lombardia Roberto Scanagatti e l'arcivescovo di Milano Angelo Scola. Ma solo il primo, in questi giorni, si è palesato in loro sostegno.

Giulia, 29 anni, è laureata in discipline scientifiche ed è una tecnica ambientale. Ha cominciato a lavorare alla Provincia 5 anni fa, dopo aver superato un bando di concorso, e nei successivi ha continuato ad aggiornarsi con corsi di formazione. Roberto, invece, amministra le sedi del patrimonio pubblico della Città metropolitana: anche lui è precario, e sono nelle sue mani la gestione contrattuale degli stabili di edilizia scolastica, delle scuole materne, dei centri psichiatrici e delle strutture protette. "Il nostro ufficio sopravvive da dieci anni affrontando quotidianamente la carenza di personale - racconta Roberto -. Oltre a me e a una collega, sempre precaria, non c'è nessun altro che sia formato per questo ruolo". La sua collega è Anna, ingegnera impiantista che gestisce il riscaldamento di 180 istituti scolastici. "In tre anni ho ottenuto risparmi del 60%: se ci mandano via la soluzione sarà appaltare i servizi all'esterno con costi in crescita - spiega Anna -. Alla riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie potrebbe non esserci nessuno a gestire il riscaldamento".

Se l'1 gennaio l'ex Provincia non dovesse rinnovare i loro contratti, Milano e altri 133 Comuni lombardi perderebbero anche i tecnici che rilasciano autorizzazioni ambientali alle aziende nel settore cave, smaltimento rifiuti e inquinamento nell'aria, o i cantonieri, che gestiscono la manutenzione e sicurezza delle strade provinciali. "Abbiamo fiducia - sottolinea il Coordinamento dei dipendenti precari della provincia di Milano - nella parola e nelle rassicurazioni che ci sono state date. Sarebbe gravissimo se quanto promesso non fosse confermato in quanto non saremmo stati presi in giro soltanto noi, ma anche i consiglieri che nella Città metropolitana ci credono".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata