Milano, maxi rissa: arrestate sei persone imparentate tra loro

Milano, 7 ago. (LaPresse) - Tamponamenti a catena e una maxi rissa. E' questa la scena alla quale, ieri pomeriggio intorno alle 14, hanno assistito i carabinieri di Cornaredo e di Rho sulla statale Novarese a Cornaredo, in provincia di Milano. Al termine degli scontri, sei persone, imparentate tra loro, sono finite in manette. Si tratta di I. D., studente di 21 anni residente a Milano, I. D., trasportatore 32 enne di Cornaredo, I. S., 48 anni residente a Certosa di Pavia, I. D., 29 anni, trasportatore residente a Certosa di Pavia, C. S., 38 anni, trasportatore residente a Cornaredo, e I. G., 62 anni, autotrasportatore milanese. Fanno tutti parte di due famiglie di origine palermitana che si contendevano l'uso di un furgone. Non trovando un accordo, dopo una lite furibonda sono saliti a bordo di quattro veicoli e si sono lanciati in un inseguimento, terminato sulla Novarese.

Le macchine e il furgone dei sei arrestati si sono anche speronate e i passeggeri hanno lanciato oggetti dai finestrini, prima di fermarsi e ingaggiare la maxi rissa. Ai carabinieri di Cornaredo, che sono intervenuti, si è presentata una scena incredibile. In mezzo alla careggiata c'erano i quattro veicoli - una Lancia Y, un furgone, una Panda e una Punto - ammaccati e incidentati. I sei arrestati si stavano picchiando con oggetti metallici, chiavi inglesi e bastoni. Raggiunti dai colleghi della compagnia di Rho, i militari sono riusciti a fatica a bloccare gli esagitati, che hanno riportato contusioni e tumefazioni al volto.

Sono stati tutti arrestati per rissa, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Due arrestati sono stati medicati negli ospedali della zona e dimessi con prognosi dai 5 ai 10 giorni per contusioni, ecchimosi e tumefazioni al volto. Anche due militari dell'arma di Cornaredo hanno riportato contusioni nel tentativo di bloccare i litiganti. I carabinieri hanno anche sequestrato bastoni e oggetti di ferro utilizzati nella rissa. Gli arrestati sono stati condotti al Tribunale di Milano per direttissima.

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