Incendio Milano, Arpa: "I valori di diossine sono saliti, ma l'impatto è basso"

Domato completamente il rogo di via Chiasserini. L'assessore Gallera: "No aumenti di accessi al pronto soccorso"

Aumenta il tasso di diossine e furani dopo l'incendio di via Chiasserini a Milano, ma la situazione è sotto controllo. Lo rende noto Arpa Lombardia, comunicando che il valore delle concentrazioni si sono attestate a 6.7 picogrammi per metrocubo/teq, con un incremento rispetto al precedente campione. "Si conferma comunque, come già evidenziato nella giornata di ieri, che i valori riscontrati consentono di classificare questo incendio tra quelli con impatto medio-basso rispetto ad eventi analoghi", scrive l'agenzia regionale per la protezione ambientale. I tecnici di Arpa attribuiscono questo innalzamento a un insieme di concause. "Man mano che i vigili del fuoco hanno proseguito con le operazioni di spegnimento dell'incendio raffreddandolo con l'acqua, la temperatura dell'incendio si è abbassata - si legge in una nota -. Di conseguenza, il pennacchio più freddo, che in origine si alzava verso il cielo fino a quote rilevanti per poi disperdersi su grandi volumi, ricadeva più rapidamente al suolo e con una inevitabile minore diluizione delle sostanze presenti, come già rilevato anche in occasione di altri incendi di lunga durata".

"Nell'evoluzione degli incendi di questa natura - spiega ancora Arpa - l'impatto complessivo può modificarsi in relazione alle possibili modifiche delle procedure operative imposte dalle quantità del materiale combusto, e dalle opportunità logistiche (accessibilità in sicurezza ai focolai, disposizioni di aree di manovra dei mezzi operativi, stoccaggio dei materiali combusti di risulta). In questo caso particolare, dopo la combustione della parte più superficiale dei rifiuti andati a fuoco nelle prime fasi dell'incendio, il materiale sottostante, composto da ammassi molto compressi di rifiuti misti, ha cominciato a produrre molto fumo a causa della scarsissima circolazione di ossigeno al suo interno". C'è poi la componente meteo: "Se nella fase iniziale dell'evento, infatti, le condizioni erano favorevoli all'innalzamento e alla dispersione della colonna di fumo in atmosfera, nei giorni successivi sono cambiate diminuendo la dispersione degli inquinanti". È invece pari a 0.75 picogrammi per metrocubo/teq il valore delle concentrazioni di diossine e furani rilevate per il monitoraggio di microinquinanti dell'incendio alla all'impianto RiEco a Novate Milanese. Divampato la notte del 15 ottobre scorso, il rogo, che ha coinvolto circa 300 tonnellate di imballaggi e circa 3000 di carta, è stato completamente domato il 17 ottobre.

Nel frattempo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha fatto sapere che "non è stato rilevato alcun aumento degli accessi o delle chiamate" ai pronto soccorso milanesi "che possano essere ricondotti a disturbi collegabili al rogo". "Regione Lombardia, attraverso Ats Milano, è costantemente presente in via Chiasserini dall'inizio dell'incendio - ha continuato Gallera - con i suoi tecnici e, in collaborazione con Arpa, forze dell'ordine, protezione civile e amministrazione comunale, sta monitorando la situazione al fine di contenere eventuali problemi emergenti e pronta a mettere in atto tutte azioni necessarie a garantire la salute dei cittadini".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata